L'emporio solidale di Amelia

«Qui c’è stata un’azione corale nell’avviare questo primo passo della ‘Cittadella della solidarietà’ nel nome di don Sandro Bigi che ricordiamo con affetto». Questo un passaggio dell’intervento del vescovo Giuseppe Piemontese nell’ambito dell’inaugurazione dell’Emporio solidale di Amelia, il secondo nel territorio della diocesi di Terni e opera segno della Caritas in occasione del Giubileo della Misericordia.

Inaugurazione e spazi: fotogallery

Aperto l’Emporio solidale di Amelia Il servizio è uno store fornito di vari prodotti alimentari anche per neonati, di igiene per la casa e personale e rappresenta uno strumento di aiuto per molte persone in difficoltà, che attraverso questo servizio hanno la possibilità di avere generi di prima necessità, recandosi in quello che è un vero e proprio market e ottenendo con una scheda a punti ciò di cui hanno bisogno. Oltre al vescovo, all’apertura dell’Emporio solidale di Amelia ha partecipato anche il sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci: «Un gesto di solidarietà molto significativo – ha detto – è questa la dimostrazione di una chiesa che riesce a fare cose grandi, spesso in situazioni difficili, ma sapendo che la missione di chi ha deciso di sposare la linea del Signore è una funzione di vicinanza e solidarietà, soprattutto in un momento difficile come questo».

Intitolato a monsignor Bigi L’Emporio è stato realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni e della Chiesa diocesana, nei locali di via della Repubblica 28 in Amelia, ed è intitolato a monsignor Sandro Bigi parroco di Amelia per oltre 40 anni, scomparso lo scorso anno, che tanto si è impegnato per i più bisognosi e per dare corso a questa nuova opera di carità: «Opere che rendono pratica e concreta la solidarietà e che permettono di avere interventi capillari e periferici grazie al rapporto sinergico tra fondazione e volontariato – ha detto il presidente della Fondazione Carit Luigi Carlini – un recupero fondamentale della dignità umana che consente alle persone di tornare ad un ritmo di vita naturale che è scandito anche dalle tappe di andare a fare la spesa».

Come funziona Il servizio prevede una distribuzione gratuita di beni, capace di sostenere in maniera efficace persone e famiglie bisognose e un aiuto contro il disagio e l’emarginazione sociale. Una modalità che intende migliorare l’attenzione alla dignità di coloro che si trovano nel bisogno consentendo di prelevare generi alimentari e beni di prima necessità, reperiti attraverso raccolte organizzate o forniti da benefattori, di cui la famiglia ha bisogno e di cui può usufruire in base al credito economico di cui si dispone, quantificato in punti, permettendo alle persone di soddisfare in maniera dignitosa i propri bisogni. All’inaugurazione anche il prefetto Angela Pagliuca: «Si può dare il meglio di noi stessi ed è il momento giusto per tirare fuori quello che c’è di meglio nell’animo umano – ha sottolineato – qui si sono unite istituzioni laiche e religiose per una cosa concreta, dando un segnale che tutti vorremmo ricevere e dare. Non è possibile chiudere gli occhi di fronte ai problemi attuali e alle tante sofferenze delle persone in difficoltà».

Vescovo Piemontese L’Emporio è parte del progetto della Cittadella della solidarietà chiamata anche Ospedaletto ed è ospitato al piano terra di un edificio Settecentesco adiacente la parrocchia di San Francesco ad Amelia a cui è stato donato, in quello che fu l’Ospedaletto, ossia rifugio per poveri e pellegrini fin dal XVI secolo, ritenuto uno dei più antichi d’Italia, è oggi il punto di riferimento della pastorale della carità del territorio Amerino. A concludere la cerimonia il vescovo Piemontese: «Da soli non possiamo fare niente, ma solo con il contributo di tutti si può realizzare qualcosa di bello e importante – ha rimarcato a conclusione dell’inaugurazione il vescovo Piemontese – qui c’è stata un’azione corale nell’avviare questo primo passo della Cittadella della solidarietà, con la collaborazione di tantissime persone, in quella che è l’opera della diocesi per l’anno della Misericordia, che ha certamente bisogno di essere sostenuta anche in futuro. Una delle cose più belle che si apprezzano arrivando a Terni è la grande opera di carità profusa in ogni ambito della chiesa. Questa come le altre deve essere un’opera di tutta la città che unisce nel bene e che sappia creare un modello di nuova umanità, di relazioni umane fondate non sugli interessi ma sulla generosità e solidarietà sia dei sacerdoti, dei laici, dei credenti e non credenti, del pubblico e privato, per superare il clima pessimo che stiamo vivendo. Tutto questo nel nome di don Sandro Bigi che ricordiamo con affetto».

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