Il presidente della Corte d'Appello Wladimiro De Nunzio

«Oggi mancano ben 139 dipendenti sui 513 previsti in organico. Questi sono vuoti abnormi che stanno determinando rallentamenti nell’attività giurisdizionale, l’accumulo di ritardi negli adempimenti di cancelleria e sempre più spesso la riduzione dei servizi al pubblico e o il congelamento di alcune attività». L’allarme arriva direttamente dal presidente della Corte d’appello di Perugia, Wladimiro De Nunzio, che lo ha lanciato aprendo la cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario a Perugia. Niente che in realtà già non si sapesse, chi gravita per i tribunali umbri, conosce benissimo questo tipo di problemi che, come denunciarono proprio gli amministrativi, costretti a lavorare a ritmi altissimi, rischiano di vanificare l’efficacia dell’azione penale.

Giudici non mancano De Nunzio ha specificato come le carenze siano limitate al personale amministrativo. Al contrario, invece «quasi tutti gli organici dei magistrati dei vari uffici sono o coperti o prossimi alla copertura. Il che – ha aggiunto – rappresenta un dato confortante in grado di assicurare una capacita’ lavorativa notevole, anche perché i giovani magistrati arrivati nei nostri uffici hanno dimostrato di essere di valore e pronti nell’apprendimento delle nuove tecnologie informatiche destinate a velocizzare sia il processo civile che quello penale».

Meno pendenze in appello Nell’ultimo anno – almeno per la Corte d’appello – c’è stato un calo dei processi pendenti del 18,74% con un aumento delle definizioni del 47,77%. Nel periodo preso in esame (dal 1 luglio 2013 al 30 giugno 2014), sono stati 864 gli appelli sopravvenuti e ne sono stati definiti 1.228 con 1.578 fascicoli rimasti pendenti. «Il calo delle sopravvenienze – ha spiegato De Nunzio – potrebbe essere dipeso dalle recenti riforme, volte a velocizzare e a limitare gli appelli». Positivo anche l’andamento delle definizioni della sezione penale del tribunale di Perugia, i processi di trattazione collegiale pendenti sono stati 351, 21 in più dell’anno precedente, le sopravvenienze sono state 131, l’anno precedente erano state 86, e i processi definiti sono stati 110, contro i 94 dell’anno precedente.

Quante prescrizioni? Sono 520, rispetto ai 570 dell’anno precedente i procedimenti definiti per prescrizione in Corte d’appello a Perugia, 281 sui 2235 a trattazione monocratica, 9 su 108 per quelli di trattazione collegiale. I procedimenti definiti per prescrizione sono stati 450 per archiviazione, 37 con sentenza del gip e 17 del gup. Costante l’andamento della prescrizione presso il tribunale di Terni, in cui si sono avute 39 sentenze di non doversi procedere e 22 decreti di archiviazione.

Troppi fallimenti Uno dei dati negativi è quello che viene dal tribunale fallimentare. «Il numero delle istanze di fallimento e delle declaratorie di fallimento – ha detto De Nunzio – confrontato con il dato del periodo precedente, dimostra la crisi del sistema produttivo umbro a partire dal 2008». Nella panoramica regione, mentre a Perugia nell’ultimo anno la situazione e’ rimasta stabile, a Terni sono aumentate sia le istanze di concordato preventivo (da 20 a 29) sia le istanze di fallimento (da 75 a 121). Aumento percentualmente ancora piu’ marcato al tribunale di Spoleto, dove istanze di fallimento sono passate da 55 a 181 e le dichiarazioni di fallimento da 105 a 123.

Galati: democrazia tiene grazie a magistratura «La magistratura ha sempre operato per bonificare la rilevante parte marcia della società, per cui ripeto con orgoglio: se lo Stato democratico ha tenuto e continua a tenere lo si deve alla magistratura e alle forze dell’ordine. Su questo però c’è poca attenzione, quasi fastidio, in quanto il potere politico è ben cosciente di essersi distinto, in questi anni, esclusivamente per la sua assenza, con la conseguenze supplenza del potere giudiziario, che ha tenuto sempre fede al suo impegno, anche se continuamento oggetto di critiche ed attacchi ingiustificati». E’ quanto ha detto il procuratore generale presso la Corte d’appello di Perugia Giovanni Galati nel suo intervento (clicca qui per approfondire) durante la celebrazione di inaugurazione dell’anno giudiziario.

Elogi Il procuratore ha voluto poi esternare un «particolare elogio per le modalità di gestione del carico di lavoro» alla procura di Perugia sotto la guida del procuratore aggiunto Antonella Duchini, e agli «ottimi risultati perseguiti» dalla DDA di Perugia particolarmente con l’operazione Quarto Passo. Elogi estesi anche alla procura dei minori dove, il procuratore Giovanni Rossi ha definito tutti i procedimenti iniziati e il 65% di quelli sopravvenuti. Stesso discorso per il procuratore di Terni Cesare Martellino per aver «ridotto in maniera rilevante, l’arretrato formatosi sotto la precedente gestione», e per Gennaro Iannarone, facente funzioni a Spoleto che «è riuscito a risolvere gran parte dei numerosi problemi».

Anm Per l’Anm dell’Umbria, il cui segretario distrettuale Massimo Casucci, (clicca qui per leggere l’intero intervento)  sono «inaccettabili l’individuazione della causa dei mali (della giustizia italiana, ndr)nella asserita, sbandierata, direi quasi, scarsa produttività, e nella mancanza d’impegno della categoria, e la prospettazione di misure in sostanza punitive, talune delle quali giustificate – a sproposito – con l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza del nostro Paese all’Unione Europea».

Questore: «Aumento reati in famiglia» «Una grave recrudescenza dei reati contro la persona, in particolare nell’ambito familiare, nonostante l’introduzione dello specifico reato e l’incremento delle pene». A segnalarla, nel suo intervento, è stato il questore di Perugia Carmelo Gugliotta, che si è soffermato in particolare sulla prevenzione dei reati possibile con l’applicazione della misura interdittiva dell”ammonimento’. «Il provvedimento – ha spiegato Gugliotta – interviene in un momento in cui del fatto non è stata interessata l’autorità giudiziaria e, al contempo, svolge un’azione generale di prevenzione in quanto tende a scongiurare il verificarsi di eventuali fatti più gravi». A Perugia, nell’anno trascorso, «si è intrapresa – ha sottolineato il questore – un’intensa attività di verifica e di controllo su tutte le situazioni rilevanti, aumentando così in maniera esponenziale il numero dei provvedimenti adottati che sono passati da 9 a ben 45. A ciò si è affiancata una costante e continua verifica sul possesso delle armi, tant’è che si è proceduto al loro ritiro in via di urgenza ogni qual volta si sia appalesata una potenziale minaccia in capo alle vittime con le quali l’autore era in relazione». Gugliotta ha rimarcato come «la stragrande maggioranza degli autori delle condotte persecutorie è di sesso maschile, tanto che soltanto due episodi di stalking risultano essere stati posti in essere da donne». I risultati delle misure di prevenzione «a tutt’oggi sono positivi – rileva il questore – tanto che sono molto rari i casi di recidiva successiva al richiamo ammonitorio, nell’ordine del 10%».

Avvocati «Gli uffici giudiziari sono accomunati da carenze enormi, strutturali e di risorse umane, che ne impediscono il buon funzionamento. Il personale amministrativo e giudiziario è assolutamente insufficiente rispetto a quelle che sono le reali esigenze». Lo ha sostenuto il presidente dell’ordine degli avvocati di Perugia Carlo Orlando ( clicca qui per leggere l’intervento) che a tal proposito, ha aggiunto: «non va taciuto che, nel nostro distretto ed in particolare a Perugia, l’avvocatura è scesa in campo con proprie risorse finanziarie ed umane al fine di alleviare i disagi arrecati agli utenti finali, cittadini o imprese che siano» provocando ritardi importanti.

Federmot Dura la presa di posizione di FederMot, «ci si chiede – ha detto il giudice onorario Loretta Internò –se abbia avuto senso ricercare un dialogo verso il quale, gli altri interlocutori, e segnatamente quello politico, non manifestano reale interesse». «Siamo professionisti che vorrebbero esercitare a tempo pieno la propria funzione, soluzione che consentirebbe di sgravare i magistrati di carriera, senza fare saldi natalizi alla criminalità», ma «vi è quasi fastidio all’idea che la magistratura di ruolo sia affiancata e sostenuta da una categoria di supporto che non sia costituita da meri precari della giurisdizione, ma da professionisti qualificati cui si riconoscano guarentigie minime». Urge dunque un riordino della magistratura onoraria, e Internò chiede all’Anm «di assumere la nostra difesa prima che la magistratura, non solo onoraria, sia messa a tacere»

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