di Daniele Bovi

Come accaduto già diverse volte nel corso degli ultimi anni, le gelate tardive sono tornate a mettere in pericolo le coltivazioni anche in Umbria. Nel corso degli ultimi giorni infatti la colonnina di mercurio si è abbassata bruscamente, con temperature particolarmente rigide soprattutto venerdì mattina.

Le temperature Secondo i dati rilevati dalle centraline della Protezione civile regionale, il record è stato toccato a Cascia (-6,9); valori negativi poi anche a Forca Canapine (-2), Monteleone di Spoleto (-3,3), Bevagna (-0,5), Gubbio (-1), Città di Castello (-2), Marsciano (-2,2), Foligno (-1,6), Umbertide (-2,3) e Norcia (-2,6). Quanto a Perugia, invece, non sono stati superati i 3,5 gradi. In provincia di Terni -2,3 ad Amelia, -1 a Narni e Orvieto mentre a Terni non sono stati superati i 2,7 gradi.

Una costante «Il mezzo miracolo che si sperava potesse accadere – note Perugia Meteo – grazie a un transito di nuvolosità in grado di coprire un po’ il cielo, impedendo così il calo termico notturno, purtroppo non c’è stato. E questa mattina siamo qui a parlare di brinate e gelate diffuse in pianura un po’ in tutta l’Umbria, con valori anche più freddi di -2 in diverse località della regione, con danni che, sicuramente, saranno visibili nei prossimi giorni a livello soprattutto di piante da frutto». «Siamo qui a parlare, ormai – prosegue Perugia Meteo – di una costante degli ultimi anni, dove alla mancanza di freddo durante l’inverno si aggiungono questi episodi invernali fuori stagione che, complice il caldo primaverile di febbraio, portano le piante a essere molto più avanti nella fioritura rispetto ad altri anni».

Le associazioni Umbria24 ha ascoltato le principali associazioni del mondo agricolo per avere un primo quadro della situazione. Da Coldiretti spiegano che fino a giovedì cielo nuvoloso e vento hanno evitato gelate importanti, anche se qualche segnalazione di danni è arrivata dall’Alto Tevere per quanto riguarda le piante da frutto. Quanto all’ultima notte, qualche preoccupazione anche per ortaggi e viti. «Stiamo monitorando eventuali danni a seconda delle zone – continua l’associazione – che in caso saranno evidenti fra un po’ di giorni». «Non rileviamo particolari danni – dice Matteo Bartolini, presidente di Cia Umbria – ma i cambiamenti climatici mettono sempre più in difficoltà le aziende agricole».

Bartolini «Da una parte – aggiunge – c’è la siccità che si è fatta sentire dal Nord al Sud del Paese, dall’altra le gelate tardive caratterizzate da grandi sbalzi climatici nell’arco della stessa giornata. Tutti fenomeni, questi, che impattano negativamente sulle produzioni estive». Eventi sulla base dei quali il mondo agricolo chiede soluzioni: «Gli imprenditori agricoli – conclude Bartolini – possono in parte contrastare e prevenire gli effetti dei cambiamenti climatici con alcuni strumenti di protezione assicurative o con alcune contromisure necessarie contro siccità e gelo. È importante però che la Regione si doti di una serie di sensori che possano anticipare determinati trend climatici».

Caprai A Montefalco, la patria dell’omonimo rosso, Marco Caprai evoca i precedenti del 2021, quando il perdurare per tre o quattro notti successive di temperature abbondantemente sotto lo zero, compromise l’intera annata agricola di viticoltori, olivicoltori e agricoltori in genere. «È giunto il momento di cominciare a dare risposte concrete – spiega l’imprenditore – a una situazione che deve essere analizzata nei suoi valori; “cambiamento climatico” non può essere solo uno slogan, come invece pare per molti. E non possiamo più parlare di evento eccezionale dato che quanto accaduto in questi giorni, dopo le esperienze del 2021, del 2020, del 2017, comincia a essere una certezza e bisogna reagire: la vitivinicoltura in Umbria non può più essere esclusa, pena la perdita di competitività, nelle misure del nuovo Csr, il Complemento per lo sviluppo rurale». Cosa che in Emilia Romagna già accade.

Servono risorse «L’unica differenza rispetto al recente passato – osserva ancora Caprai – è che in questi giorni le basse temperatura sono state registrate solo per poche ore e solo in zone delimitate, ma con la fase di fioritura nei frutteti e di germoglio nei vigneti già in atto, gli imprenditori agricoli umbri dovranno farci i conti». E sebbene sia sostanzialmente impossibile «fare argine a certi eventi meteorologici – continua Caprai – servono risorse, perché è giunto il tempo di sostenere e difendere il valore culturale, promozionale e di risorsa turistica che viene sempre attribuito all’agricoltura nella nostra regione, con forme di intervento che possano garantire un aiuto concreto a quegli imprenditori colpiti, senza abbandonarli alla valutazione dei danni. Misure adeguate utili ad attivare l’istallazione di sistemi di prevenzione».

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