La discarica Le Crete di Orvieto

Un’istanza di remissione per superare il no della Soprintendenza e una valutazione su come andare oltre un altro no, quello espresso dal consiglio comunale di Orvieto. Martedì in consiglio regionale rispondendo a un’interrogazione del forzista Raffaele Nevi l’assessore regionale all’ambiente, Fernanda Cecchini, ha spiegato come intende agire palazzo Donini in seguito al doppio no all’ampliamento del secondo calando della discarica Le Crete di Orvieto. «La Regione – ha detto Cecchini – ha presentato un’istanza di remissione al Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei Ministri perché riteniamo che ci siano le condizioni per superare il pronunciamento della Soprintendenza sull’apertura del secondo calanco della discarica di Orvieto. Allo stesso tempo sono in atto le formalità per attivare la Commissione per la valutazione ambientale per entrare nel merito e valutare in che modo superare la contrarietà che la popolazione ha espresso attraverso il voto del Consiglio comunale di Orvieto».

Superare discariche «La discarica di Orvieto – ha aggiunto l’assessore – ha svolto nel tempo un ruolo solidaristico accogliendo rifiuti da Firenze e dalla Campania quando il Governo ce l’ha chiesto. Si tratta di una discarica importante. L’aggiornamento del piano rifiuti riconferma come questo impianto sia strategico e necessario al soddisfacimento dei bisogni dell’Umbria. Stiamo accelerando il processo del superamento delle discariche arrivando alla costituzione di un solo ambito territoriale, mettendo a disposizione finanziamenti per potenziare gli impianti e far si che le discariche siano sempre più marginali. Dalla progettualità presentata dal gestore della discarica ‘Le Crete’ si evince che la situazione è abbastanza positiva perché c’è un superamento della temuta possibilità dell’apertura del terzo calanco. Lavoriamo su due piani: quello tecnico per aprire il secondo calanco, e poi cambiare il passo per arrivare al ridimensionamento dell’uso delle discariche come previsto da piano rifiuti vigente».

Le critiche Concetti, quelli dell’assessore, che non hanno convinto Nevi, «non soddisfatto perché le parole pronunciate dall’assessore le sentiamo da anni e anni. Inoltre non ci dice se avete una soluzione alternativa qualora non venisse superato il ‘no’ della Sovrintendenza. Sui rifiuti si continua a navigare a vista e questo può portare a problemi molto seri. La situazione dei rifiuti in Umbria non fa un passo in avanti rispetto a quello che ci dicevamo dieci anni fa. Dalla sua risposta usciamo ancora più allarmati. Serve un piano alternativo in tempi rapidi». Sulla vicenda del doppio no interviene anche il M5S di Orvieto, che con il capogruppo in consiglio Vergaglia chiede una «risposta politica». I pentastellati dicono no a qualsiasi ipotesi di ampliamento e spiegano che se si vogliono gestire i rifiuti «a colpi di leggi di emergenza, noi reagiremo con fermezza contrattaccando subito sull’Auri regionale», che secondo i pentastellati dovrebbe anche essere ««strumento di promozione territoriale della riduzione nella produzione dei rifiuti».

M5S e Sc «Gli assessori regionali – dicono – cercano di ricorrere addirittura alla commissione VIA e al governo centrale contro i pronunciamenti avvenuti, volendo impedire agli orvietani della possibilità di decidere del proprio territorio». La deputata di Scelta civica Adriana Galgano invece, da una parte promuove Cecchini per quanto riguarda il superamento del sistema delle discariche, ma dall’altra scrive che non va messo in discussione il pronunciamento della Soprintendenza.

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