Materia della commissione regionale presieduta dal consigliere Pd Eros Brega, che aveva anche ascoltato i manager dei siti umbri maggiormente a rischio; passata per un esposto dell’Ona e le pressioni del vicepresidente regionale Fabio Paparelli perché si facesse chiarezza, oltre che al Mise, quando il viceministro Teresa Bellanova parlò di ‘false speranze’, ora a rilanciare sul caso amianto è la Fismic di Terni.
Fismic Terni rilancia sul caso amianto Il sindacato dei metalmeccanici di via Annio Foriano ha organizzato martedì mattina un incontro informativo alla presenza del vicepresidente Ona (Osservatorio nazionale amianto) Massimo Pennesi, il quale parlando ai lavoratori ha escluso che non ci siano speranze di benefici a fini pensionistici per i casi di malattia professionale legata alla presenza del cancerogeno: «Sarebbe bene che le Asl riattivassero i controlli, ma intanto è necessario che ciascuno di voi si sottoponga ad una tac ad alta definizione per verificare l’eventuale asbestosi, ovvero la malattia polmonare provocata dall’inalazione di amianto; successivamente, nel caso in cui si riscontrasse un’incidenza significativa, con dati statistici alla mano, potremmo attivare nuove iniziative. Ce lo permette l’ultima finanziaria approvata – spiega Pennesi -, quindi l’Ona vuole spronare i lavoratori a sottoporsi a controlli, il primo passo è una tac ad alta risoluzione e il secondo un lavaggio broncoalveolare». Al fianco di Pennesi presente il segretario Fismic Terni Giovacchino Olimpieri che suggerisce: «Procedete con i controlli sanitari del caso, l’auspicio è che stiate tutti bene quindi se pensate di essere a rischio, degli esami mirati valgono la vostra serenità». In Umbria i siti coinvolti, era emerso, sono la Tk-Ast di Terni, la Sgl di Narni e l’Ogr di Foligno.
