Il vescovo di Terni Giuseppe Piemontese

«Per giorni e giorni ci si è giustamente indignati per tanta violenza fisica, morale e sessuale in particolare sulle donne, ma non si ha il coraggio di indignarsi di fronte al clima generale ormai inquinato e saturo di provocazione, di ammiccamento, di pubblicità e di sollecitazione allo sfruttamento sessuale, alla curiosità morbose, alla vendita del corpo umano, alle donne come oggetto».

Amelia celebra Santa Fermina Così durante l’omelia per la festa di Santa Fermina, patrona di Amelia, il vescovo Giuseppe Piemontese che ha officiato le celebrazioni, introdotte dalla suggestiva rievocazione storica della pesatura e offerta dei ceri, secondo gli Statuti del 1346 e dall’accensione dei ceri con la “Fiaccola S. Fermina” partita in mattinata da Civitavecchia e portata in staffetta dalle associazioni sportive di Civitavecchia e Amelia. Nei tradizionali abiti del Trecento, i rappresentanti dei borghi del territorio comunale offrono alla patrona grossi ceri il cui peso equivale simbolicamente a quello dei nuclei familiari presenti nel borgo che essi amministrano. «La festa della patrona Santa Fermina è il momento in cui si celebra l’identità civile e cristiana della città – ha ricordato il vescovo nell’omelia – per la quale Fermina è iniziatrice e fondamento. Fermina ci insegna a vivere i disagi e i mali dell’esistenza nella logica di Gesù, vero chicco di frumento che per amore è piantato in terra e muore per portare frutti di vita. Fermina ci insegna la fede incrollabile in Dio, l’amore al Vangelo, il rispetto della persona, la purezza dei costumi, l’aiuto al prossimo con la preghiera e le opere».

Vescovo contro la violenza sulle donne: «Indignarsi non basta» Il rispetto della persona nel vivere sociale sono stati sottolineati dal vescovo alla vigilia della giornata contro la violenza alle donne: «Una società, che in nome delle libertà individuali, ha smarrito il riguardo per la persona e la sua dignità, il pudore, il rispetto del proprio corpo e di quello degli altri. Pornografia e ogni genere di avvilimento della dignità umana, di volgarità che si cercano nei social network e che ci entrano in casa tramite TV, internet, non sono cose ritenute perniciose. Ma non è così. L’aria ormai è inquinata, ma noi non vogliamo solo gridare allo scandalo. In occasione della festa di Santa Fermina, ogni anno vogliamo riflettere e compiere qualche gesto come approfondimenti culturali che promuovono, bellezza e gioia; relativizzare i social media, il più delle volte palestre di pettegolezzi, di dibattiti violenti dai giudizi che rompono l’armonia e creano divisioni. Vigilare sui propri pensieri, letture, frequentazioni. Infine una visione positiva della vita, sostenuta dalla fede, dalla preghiera e da una vita cristiana semplice e arricchita dalla carità e dalla comunione con la Chiesa».

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