di B.M.
Arriva dai sindaci di Città di Castello, Luciano Bacchetta, e da quello di San Sepolcro, Daniela Frullani, la proposta di un tribunale unico per tutta la vallata. Tribunale unico, secondo i primi cittadini dell’Alta Valle del Tevere, che sarebbe l’alternativa alla soppressione della sede tifernate. La proposta arriva a seguito di un incontro congiunto con i rappresentanti delle associazioni degli avvocati, a proposito del riordino degli uffici giudiziari, che interesserà in particolare le sedi decentrate.
Zone ai margini «Alta Umbria e Valtiberina toscana – dice Daniela Frullani – sono zone di frontiera che la soppressione delle sedi decentrate lascerebbe ai margini dell’amministrazione della giustizia, pur essendo territori in cui si incanala e si smaltisce una percentuale rilevante del contenzioso regionale. Nell’ambito della riorganizzazione logistica del Ministero in Umbria, l’assenza di un presidio, raggiungibile in termini di area vasta ed operativo quanto a funzioni attivate, intaccherebbe tangibilmente il diritto d’accesso ai servizi giudiziari delle popolazioni locali ed in particolare dei cittadini residenti nei comuni di montagna».
Sede a Città di Castello «Condividendo le istanze di risparmio e produttività che sono alla base della riforma – prosegue Luciano Bacchetta – siamo disponibili a valutare l’ipotesi di una sede distaccata che funga da riferimento per la Valtiberina e l’Alta Umbria, potenziando gli spazi e la struttura della cittadella giudiziaria tifernate. Sottoponiamo questo contributo all’attenzione di Ministero, Regione, enti locali e avvocati, affinché possa essere oggetto di una valutazione approfondita e finalizzata a garantire le stesse opportunità in ordine ad un diritto di rango costituzionale. Riteniamo che, per omogeneità socioeconomica e continuità territoriale, su Città di Castello si possa costruire un progetto compiuto, che garantisca stabilmente la domanda proveniente dalla Valtiberina toscana e sia baricentro di uffici giudiziari comuni. Nell’auspicare che il lavoro di riordino si muova in questa direzione, riteniamo opportuno che qualsiasi decisione giunga al termine di un confronto con le istituzioni».

