Un treno regionale

di Iv. Por.

Come ogni anno, a settembre, si suona l’allarme sul possibile taglio delle 84 coppie di Intercity dei “servizi essenziali”, quelle cioè che vengono regolate dal contratto di servizio tra ministero dei Trasporti e Trenitalia, in scadenza a dicembre. E, come ogni anno, c’è chi chiama alla mobilitazione e chi rassicura.

La situazione Sui giornali nazionali, si è tornato a parlare del possibile taglio di parte degli Intercity su cui viaggiano molti pendolari. Si tratta dei cosiddetti “servizi essenziali” cioè quei collegamenti che vengono pagati dal ministero dei Trasporti a Trenitalia perché l’azienda non li considera remunerativi ma lo Stato li assicura ai cittadini per tratte svantaggiate. Tra questi 84 collegamenti, 6 riguardano l’Umbria: due coppie di Perugia-Roma, due coppie di Ancona-Roma e due coppie di Tacito tra Terni e Milano. Il contratto è scaduto nel dicembre 2014 ma è stato prorogato di un anno. Solo che il governo deve ancora onorare il debito di 200 milioni verso Trenitalia. E così si è tornati a parlare di possibili riduzioni del servizio per l’anno prossimo, al fine di risparmiare.

Allarme Intercity «Alla luce delle preoccupanti indiscrezioni che vedrebbero Trenitalia intenzionata a tagliare ottanta corse di intercity e che, per quanto riguarda l’Umbria, andrebbero a colpire le tratte Roma – Ancona, Roma – Perugia e Firenze – Roma, presenterò un’interrogazione urgente alla Giunta per conoscere quali misure verranno adottate per evitare tali soppressioni e tutelare il diritto alla mobilità dei propri cittadini», annuncia il capogruppo di Forza Italia in Regione, Raffaele Nevi.

Rassicurazioni da Roma A fronte degli allarmi, però, la conferenza Stato-Regioni ha già approvato un documento con cui si impegna il governo a stipulare un nuovo contratto mantenendo tutti gli Intercity. Inoltre, dal ministero filtrano voci che parlano di «allarmismo ingiustificato». E neppure da Trenitalia si manifesta preoccupazione. Trapela la possibilità di una nuova proroga, in attesa della gara per la gestione del servizio universale, un modo – seppur ancora una volta provvisorio – per non lasciare nessuno a terra.

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