L’allarme per l’uso e l’abuso di alcol, spesso correlato all’uso di droga, tra le fasce più giovani fa scattare un cambio di marcia da parte delle istituzioni. La Regione Umbria ha deciso quindi di implementare il proprio sistema informativo, anche per avere un quadro costantemente aggiornato sul fenomeno. Su iniziativa dell’assessorato alla sanità, la Giunta regionale ha approvato quindi un progetto per la costruzione di un sistema regionale sulle dipendenze che comprenda anche l’area dell’alcologia, partendo dall’implementazione della piattaforma informatica già in dotazione dei Sert.

Cresce consumo tra i giovani Tutto nasce alla luce del fatto che le strutture oggi si trovano ad affrontare problematiche legate alle nuove modalità di consumo e diverse forme di policonsumo – nel cui ambito l’alcol costituisce la sostanza più frequente – all’interno di associazioni e modelli di consumo estremamente variegati, che coinvolgono le più ampie fasce di età e gruppi di popolazione maggiormente diversificati rispetto al passato. La domanda di trattamento quindi, cresce in maniera generalizzata ed esige approcci maggiormente diversificati, specifici, capaci di integrare competenze molteplici. In questo quadro, si evidenzia la necessità di un efficace sistema di raccolta dei dati, che consenta una lettura tempestiva dei fenomeni connessi all’uso problematico di alcol per adeguare l’impostazione degli interventi in relazione alle caratteristiche della domanda.

Il progetto Il progetto rientra nell’ambito dell’Accordo di collaborazione siglato tra il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali siglato nel 2008 con la Regione Friuli Venezia Giulia, per la realizzazione in tutte le Regioni di attività in campo alcologico finalizzate al monitoraggio dei dati e ad attività di informazione e prevenzione. Scopo dell’iniziativa è offrire ai cittadini un servizio sempre più efficiente, che permetta ad esempio ai vari operatori di condividere la cartella clinica e le relative informazioni sui pazienti, di adottare modalità omogenee per l’insermento dei dati.

Presto un primo rapporto I dati raccolti serviranno anche a produrre un primo rapporto epidemologico per poi avviare una riflessione anche sull’assetto organizzativo dei servizi di alcologia. Nel territorio umbro – spiegano dall’Assessorato regionale alla sanità –  è attiva da anni una rete di servizi dedicati ai problemi alcol correlati che fanno capo ai dipartimenti per le dipendenze e articolati a livello dei distretti sociosanitari.

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