Il commissario, Silva Volpini

di Marco Torricelli

Lungo è stato lungo. Ma dire che il pomeriggio sia stato fruttuoso, proprio no. Tanto che lo sciopero della fame per la ‘vertenza Aidas’ prosegue.

In prefettura Il commissario, Silvia Volpini – accompagnata da due consulenti – cosa che sembrerebbe dimostrare la complessità della faccenda; il sindaco, Leopoldo Di Girolamo e l’assessore Stefano Bucari si sono accomodati nello studio del prefetto, Gianfelice Bellesini, verso le 15,30. Per uscire quasi due ore dopo senza spiccicare parola. Ma, mentre il sindaco saliva in macchina e filava via, la Volpini, i due consulenti e l’assessore Bucari si infilavano in un bar, «per un caffè, ma poi torniamo», diceva Bucari.

Il bis Una mezz’oretta di conciliabolo e poi, come promesso, di nuovo dal prefetto, con il sindaco che tornava a far parte della squadra. Ma stavolta la cosa durava pochi minuti. Poi, tutti fuori: «La situazione è davvero molto complessa», diceva il prefetto Bellesini, che annunciava: «Stiamo andando a far visita alle persone che stanno mettendo in atto lo sciopero della fame».

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L’incontro Nella sede della Uil, dove Serenella Arca, Petya Dimova, Rita Satolli e Gino Venturi proseguono nella loro disperata – e disperante – protesta estrema, l’incontro tanto richiesto, quello con Silvia Volpini, è iniziato in un clima di fair play che, però, ben presto ha mostrato che la tensione accumulata in questi mesi – e cresciuta nei giorni dello sciopero della fame, iniziato a San Valentino – è davvero esplosiva.

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Niente soldi Il commissario ministeriale ha infatti ribadito, come aveva preannunciato ai cronisti che per tutto il pomeriggio avevano stazionato in zona, che «i soldi per pagare gli stipendi arretrati non ci sono, che i debiti sono tanti e che io non ho potere sulla delibera che prevede la possibilità di voto, nell’assemblea di Aidas, anche per le socie che lavorano in altre cooperative. Cosa che, peraltro, non mi sembra di così stringente attualità». Altra notizia data da Silvia Volpini è questa: «Non ci sono offerte per rilevare la cooperativa».

Lo sciopero va avanti Stando così le cose, è stata la replica delle tre lavoratrici e del segretario della Uil, «lo sciopero della fame non può che proseguire. Ad oltranza». Fatto che ha provocato la reazione del prefetto: «Credo che sia necessario trovare un punto di incontro», ha detto Bellesini, incassando la replica di una delle scioperanti: «Non ci sono le condizioni perché questo avvenga, visto che non abbiamo riscontrato novità».

Il tentativo Novità che, però, ha giocato la ‘carta’ a sorpresa  Silvia Volpini, potrebbero arrivare nella giornata di mercoledì: «Mi recherò al ministero – ha detto il commissario – e sottoporrò la questione relativa alla delibera che vi sta tanto a cuore. Se riceverò il ‘via libera’ – ha spiegato – potrebbe essere sospesa». La replica di Gino Venturi è stata lapidaria: «Se lei sospende la delibera, noi sospendiamo lo sciopero della fame. Altrimenti andiamo avanti».

La mediazione Inutile farsi troppe illusioni, però: è davvero difficile che il ministero metta ‘nero su bianco’ la liberatoria nei confronti del commissario – che ha dato l’impressione di non voler essere lei a prendere l’iniziativa – tanto che il prefetto Bellesini ha garantito che resterà in attesa di una sua comunicazione e, se sarà necessario, tenterà di mettere in campo anche la sua autorità nei confronti del personale del ministero.

Gli stipendi Una strada, invece, che si tenterà di percorrere, e lo farà il sindaco Di Girolamo, sarà quella di intercedere nei confronti dei fornitori di servizi – elettrico, idrico, del gas e simili – per chiedere loro di sospendere, momentaneamente la riscossione delle somme, permettendo ad Aidas di utilizzare quei soldi per pagare almeno un altro dei tanti stipendi arretrati che le lavoratrici devono ricevere.

Benvenuto Confermata, intanto la visita dell’ex parlamentare Giorgio Benvenuto, che incontrerà i quattro in sciopero alle 18 di mercoledì. La visita sarà anche l’occasione per siglare una sorta di gemellaggio tra le lavoratrici di Aidas e i lavoratori della Sgl Carbon di Narni, che a quell’ora saranno a loro volta nella sede dalla Uil.

Il sindacato Sulla vicenda prese decisamente posizione anche Marco Cotone, segretario regionale della Uil Fpl, secondo il quale «è inaccettabile l’inerzia di Usl Umbria2 e Regione Umbria rispetto alla vicenda dell’Aidas», perché «non va dimenticato che la ex Asl4 è stata causa indiretta di almeno una parte dei problemi finanziari dell’Aidas – dice Cotone – avendo bloccato il trasferimento di 40 posti letto a Collerolletta e provocando così il mancato avvio della struttura per circa un anno e mezzo».

La richiesta «Almeno ora – dice il segretario regionale di Uil Fpl – Usl Umbria2 e Regione potrebbero intervenire perché il loro contributo mensile per i posti convenzionati, a cui va aggiunto quanto entra dalle rette direttamente pagate dagli assistiti, sia destinato prioritariamente al reperimento di quanto è necessario per i pazienti anziani e per il pagamento degli stipendi» e secondo lui «è perlomeno fuori luogo l’atteggiamento del commissario ministeriale di Aidas Silvia Volpini che sembra troppo sbrigativamente risolvere la questione dichiarando che i soldi non ci sono. Dovrebbe invece attivarsi con maggiore zelo».

Il risarcimento Cotone, poi, si chiede perché il commissario «non si è attivata per richiedere alla Usl Umbria2 un risarcimento per il danno subito a seguito del blocco del trasferimento dei 40 posti a Collerolletta, ritenuto poi illegittimo dal Consiglio di Stato. Risarcimento che potrebbe comportare una boccata di ossigeno per le lavoratrici Aidas che non hanno il necessario per vivere».

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