L'assessore Fernanda Cecchini (foto F.Troccoli)

«Gli stipendi ai 662 dipendenti dell’Agenzia forestale sono sempre stati pagati nel rispetto dei tempi, al massimo con piccoli ritardi relativi ai soli forestali». Lo ha puntualizzato l’assessore all’Agricoltura della Regione Umbria, Fernanda Cecchini, in audizione davanti al Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’Amministrazione regionale. «Sono previsti – ha aggiunto Cecchini – pagamenti da Agea e dai Comuni che permetteranno di disporre dei fondi necessari a pagare stipendi, tredicesime e fornitori».

Stipendi non in pericolo L’assessore ha ricordato come «l’Agenzia per la forestazione ha avviato l’attività a dicembre 2012 con una situazione anomala, senza patrimonio e senza un euro in cassa. Quando saranno liquidate le vecchie Comunità montane, l’Agenzia potrà contare su circa 7 milioni di euro, per ora ne sono arrivati solo 900 mila». Secondo Cecchini «i problemi di liquidità potranno esserci ancora fino al 31 dicembre: non ci saranno problemi a pagare gli stipendi, insieme alle tredicesime. Ma ci sono fondi anche per pagare i fornitori: serviranno più di 4 milioni di euro per stipendi, tredicesime e fornitori, a fronte di entrate certe per una cifra superiore al fabbisogno. A giorni arriverà in cassa un pagamento di Agea di un milione di euro che permetterà di pagare gli stipendi pubblici con uno o due giorni di ritardo mentre per il privato saranno 10 i giorni di ritardo».

Possibilità di anticipo La Cecchini ha ricordato che «il Consiglio regionale ha comunque approvato una legge che permette alla Regione di anticipare 4 milioni di euro per fare fronte ad eventuali ritardi nei pagamenti e a situazioni di straordinarietà. La legge nazionale prevede che questa procedura possa essere utilizzata una sola volta, una tantum. La legge prevede inoltre che l’anticipazione debba essere restituita entro il 31 dicembre: al momento non c’è una situazione di straordinarietà e poi l’Agenzia non sarebbe ovviamente in grado di restituire i fondi anticipati entro il 31 dicembre. Si tratta di una riserva che teniamo dunque per il 2014, nel caso fosse necessario».