di Iv. Por.
Cresce la protesta dei lavoratori dell’Agenzia forestale regionale, la creatura nata dalla riforma endoregionale che ha assorbito i dipendenti delle ex comunità montane. Dopo una prima denuncia dei sindacati, gli stipendi di settembre non sono ancora arrivati e ora si minacciano proteste eclatanti.
600 senza stipendio Ad alzare la voce, stavolta, è solo la Flai Cgil. «Siamo ancora in attesa di una risposta da parte della Regione – afferma il sindacato di via del Macello – a fronte delle crescenti preoccupazioni dei lavoratori dell’Agenzia forestale dell’Umbria, che continuano ad aspettare il pagamento dello stipendio di settembre e sono sempre più schiacciati dal peso delle crescenti preoccupazioni per il futuro dell’Agenzia stessa. Si stanno concretizzando, infatti, tutte le perplessità che i sindacati hanno espresso più volte in fase di discussione della riforma endoregionale. Vorremmo però che fosse chiaro che in ballo ci sono oltre 600 persone, con le rispettive famiglie, che a fine mese hanno diritto allo stipendio».
Risposte o proteste eclatanti Quindi, pur continuando a «considerare positivamente la riforma (anche se deve essere completata), richiamiamo all’assoluta necessità di dare sostenibilità finanziaria alla normativa, che altrimenti corre il rischio di saltare», aggiunge la Flai chiedendo «un incontro urgente alla presidente della Regione, Catiuscia Marini, per affrontare le gravi problematiche che stanno investendo i lavoratori. In mancanza di una celere risposta – conclude il sindacato – siamo pronti a manifestare anche sotto il palazzo della Regione».
La Cisl preoccupata L’uscita in solitaria della Cgil lascia perplessa la Fai Cisl. «Noi siamo preoccupati – spiega Dario Bruschi – da questa situazione che ci era stata descritta come temporanea e che dovrebbe essere in via di soluzione. A questo punto domani chiederemo, non so se unitariamente visto che si fanno le cose da soli, un incontro alla presidente Marini per parlare del futuro. L’amministratore dell’Agenzia ci aveva spiegato che non c’erano problemi relativamente a questo mese ma mi sembra evidente che i problemi, invece, ci siano. Ci lasciano però alquanto perplessi certe prese di posizione, visto che la Regione per risolvere la situazione ha stanziato quattro milioni di euro e altri 800 mila sono in arrivo dall’Agea. Di certo se qualcuno vorrà toccare il futuro dell’Agenzia forestale e dei suoi lavoratori troverà nella Cisl una barriera insormontabile. Infine, quanto ai premi dei dirigenti, certe cifre in momenti in cui non ci sono soldi per gli stipendi degli operai ci sembrano inopportune».
Uila: servono risposte certe Al coro di preoccupazione si unisce in serata anche la Uil che, attraverso il segretario regionale della Uila Stefano Tedeschi, invita a «trovare risposte certe prima che sia troppo tardi, altrimenti – dice – dovremo scendere in piazza a manifestare le nostre ragioni. Serve un diverso impegno delle istituzioni regionali». «Il ritardo sui pagamenti degli stipendi di settembre – aggiunge – è solamente un sintomo di problemi senz’altro più gravi e profondi che affliggono l’Agenzia». Tedeschi giudica poi «incomprensibile» che la riforma endoregionale «sia rimasta incompleta e ancora non si trovi soluzione per le unioni dei comuni». «Inoltre – aggiunge – le scelte fatte in Consiglio Regionale in corso di approvazione della riforma, di destinare competenze e risorse già di competenza delle Comunità Montane alle Unioni dei Comuni, quali la bonifica del territorio e gli impianti irrigui, togliendoli all’Agenzia, hanno tolto di fatto quelle attività a chi le aveva svolte con merito e professionalità».
Idv: buco di 7 milioniE sulla vicenda intervengono con un documento di fuoco anche due rappresentanti dell’Italia dei Valori in Provincia di Perugia, Franco Granocchia e Teodoro Armillei, i quali chiedono di «bloccare gli aumenti che i dirigenti dell’Agenzia forestale si sono dati» e «saldare subito i lavoratori che ancora aspettano l’ultima busta paga». «A parte la vergognosa pratica di attribuirsi aumenti di stipendio quando non si pagano i dipendenti – affermano -, c’è da mettere subito mano alla neonata Agenzia forestale prima che diventi una nuova voragine di soldi pubblici, com’è accaduto per Umbria Mobilità. Si parla di un buco vicino ai 7 milioni di euro, di assunzioni senza concorso, e tutte alle massime categorie, mentre sono state abbandonate quelle attività per conto terzi che producevano reddito. Salta agli occhi – accusano Granocchia e Armillei – l’inadeguatezza della dirigenza, l’incapacità di dare un valore a un servizio che potrebbe svolgere un’infinità di opere, non solo necessarie ma anche remunerative se non addirittura strategiche per il rilancio del turismo, mentre di fatto non si combina nulla».
