La conferenza stampa di lunedì

di Daniele Bovi

Un anno fondamentale, un 2015 in cui o l’aereo del San Francesco decolla o rimane a terra, per restarci. Il nuovo pacchetto di voli presentato lunedì si inserisce in un 2015 cruciale per uno scalo che ha ottenuto l’agognata concessione ventennale, che si è dato circa un anno fa un piano di sviluppo triennale e che è rientrato tra gli aeroporti di interesse nazionale. «Questo pacchetto di voli – ha detto il direttore di Sviluppumbria Mauro Agostini, presente alla conferenza stampa insieme insieme al presidente di Sase Mario Fagotti, a quello della Camera di commercio di Perugia Giorgio Mencaroni, alla presidente Catiuscia Marini e al sindaco di Perugia Andrea Romizi – è una svolta: dobbiamo dire grazie a chi ci ha sostenuto».

Anno di svolta «Il 2015 – ha aggiunto – è l’anno decisivo: bisogna sfondare e ci sono tutte le condizioni». Il lavoro fatto per portare le compagnie però da solo non basta. Ed è per questo che lunedì a Perugia da Sase e dalle istituzioni è partito un vero e proprio appello «al sistema imprenditoriale ed economico, agli umbri e a tutti i cittadini: scegliere di partire da Perugia significa investire nel futuro del territorio e far sì che questo diventi nei prossimi anni sempre più accessibile e connesso al resto del mondo». Insomma, una vota portati gli aerei, vanno riempiti di passeggeri. Oltre 260 mila quelli che lo scalo si attende 2015 (Fagotti alza l’asticella fino a 300 mila), ovvero circa 50 mila in più rispetto al 2014.

IL NUOVO PERUGIA-ROMA E LE ALTRE TRATTE

Una sfida Così come successo in altre occasioni anche lunedì si è parlato dei problemi legati all’incoming, ovvero della mancanza di operatori strutturati in grado di attrarre molti visitatori in Umbria. «La palla ora – ha detto Fagotti – passa agli attori pubblici e privati: se i voli non si riempiono le compagnie se ne vanno. Se non riusciamo nell’impresa perdiamo tutti». «Questa sfida – ha detto poi Agostini – la possiamo vincere o perdere ma di sicuro il cambio di scenario è radicale. Adesso le imprese prendano in mano l’opportunità perché c’è». Come a dire, noi la nostra parte l’abbiamo fatta, ora tocca a voi.

Si taglia Per rimanere classificato scalo di interesse nazionale il San Francesco si deve specializzare, deve avere una sua «riconoscibile vocazione funzionale al sistema all’interno del bacino di utenza» e, nel giro di tre anni e numeri alla mano, deve dimostrare di sapersi reggere sulle proprie gambe. Temi, specialmente quest’ultimo, di cui si discuterà il 31 marzo, quando ci sarà il consiglio di amministrazione di Sase con all’ordine del giorno il piano di riduzione dei costi. «Taglieremo ancora» promette Fagotti, anche perché l’ultimo bilancio si è chiuso con un ‘rosso’ da oltre un milione di euro. Meno, in proporzione, rispetto ad altri scali simili ma in periodi di ristrettezze finanziarie bisogna prendere le forbici.

I privati L’azione quindi è duplice: da una parte si punta all’incremento dei ricavi, dall’altra al taglio dei costi come quelli energetici per esempio, ma non solo. Più ricavi, conti in equilibrio e uno scalo vitale saranno le precondizioni per rendere il San Francesco appetibile per possibili investitori privati, di fronte ai quali il pubblico arretrerebbe. «Per l’Umbria – ha detto la presidente Marini – si aprono potenzialità non secondarie che vanno colte da tutti, e in primo luogo dagli operatori economici, soprattutto quelli del settore del turismo». «Ovviamente il nostro auspicio – ha concluso – è quello che, al termine del triennio di validità del piano straordinario, l’aeroporto possa guardare al suo futuro con le risorse che il mercato dovrà garantire».

Twitter @DanieleBovi

One reply on “Aeroporto, taglio dei costi. Istituzioni al mondo economico: «Nuovi voli, ora fate la vostra parte»”

  1. La frase

    “il San Francesco […] nel giro di tre anni e numeri alla mano, deve dimostrare di
    sapersi reggere sulle proprie gambe”

    non va tanto daccordo con

    “al termine del triennio[..] l’aeroporto
    possa guardare al suo futuro con le risorse che il mercato dovrà
    garantire”

    Perche’ la storia ci insegna che il soggetto “mercato” viene spesso confuso con “gli enti pubblici” visto che al momento chi paga e ha sempre pagato la maggior parte dei conti in aeroporto non e’ il “mercato” ma sono Regione, Camera di Commercio e Comune di Perugia.

    Per quanto riguarda i tagli alla spesa vediamo se il Consiglio di Amministrazione sapra’ dare l’esempio.

    Mario

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