La conferenza stampa di questa mattina

di Daniele Bovi

Dal rischio «di dover chiudere, di morire», a quella agognata concessione ventennale grazie alla quale «si può progettare seriamente il futuro». Mario Fagotti, presidente della Sase, ripercorre la lunga storia che ha portato la società dal «buio totale» del 2008 al 2012, quando il piano Passera aveva tolto Perugia dagli scali d’interesse nazionale fino ai giorni scorsi con la doppia firma (da parte del ministero dell’Economia e dei Trasporti) della concessione, «la partita più dura, sei anni di mancate risposte che hanno provocato danni». Una partita giocata con tutte le armi: «Abbiamo messo in campo tutte le conoscenze, e ora voglio ringraziare tutti quelli che non ci credevano perché così ci hanno dato più forza». Al tavolo accanto a lui, venerdì in una sala dello scalo perugino, la presidente Catiuscia Marini, il direttore generale di Sviluppumbria Mauro Agostini, il numero uno della Camera di commercio di Perugia Giorgio Mencaroni. In sala pezzi del mondo economico (Confindustria ma non solo) e, visto il periodo elettorale, tutti i candidati sindaco della città.

Un nuovo socio «Oggi si chiude un ciclo – gongola Fagotti – e se ne apre uno nuovo. Punto e a capo. Adesso l’Umbria ha veramente un aeroporto». Prima ancora di pensare alle tratte che, nei progetti, faranno avvicinare l’aeroporto a quel traffico di 400 mila passeggeri l’anno scritto nero su bianco nel piano di rilancio, ancora lontano ma ora raggiungibile (il 2013 si è chiuso a quota 220 mila con 1,5 milioni di euro di ‘rosso’), quello che la concessione sblocca è l’ingresso di nuovi soci. L’obiettivo è quello di arrivare entro il 31 dicembre 2014 all’indizione di una gara, di livello europeo, allo scopo di far entrare nuovi soci dentro Sase. «Serve una partnership – ha detto la presidente – così da poter raccogliere fondi non solo pubblici, e la concessione era il punto di partenza per fare ciò». «Sarebbe straordinario – aggiunge Fagotti – iniziare il 2015 con un nuovo socio e nuove rotte».

Occhio all’Ue Un occhio attento andrà messo su cosa succederà a Bruxelles con le nuove linee guida sugli aiuti di Stato agli aeroporti: «Scali come quello di Perugia – sottolinea Marini che ha ricordato anche i 21 milioni di euro investiti in questi anni dalla Regione – svolgono un ruolo molto importante. Per queste realtà l’intervento finanziario pubblico sia fondamentale affinché possano operare e garantire la primaria funzione al servizio del diritto alla mobilità dei cittadini, oltre che essere uno strumento irrinunciabile per sostenere il turismo ed il sistema economico locale nel suo complesso».

Nuove tratte Ma ciò che più interessa agli umbri, privati ma anche aziende, sono le tratte che si potranno aprire da qui ai prossimi anni. Intanto, l’estate vedrà riprendere il volo charter per Olbia, da fine giugno a settembre ogni venerdì e domenica con un aereo da 50 posti. Quasi chiuso l’accordo anche per un volo settimanale (il sabato con operatore Israir) per Tel Aviv, il che vuol dire Gerusalemme e tutto il flusso del turismo religioso che ne consegue. L’altra novità è il charter estivo (al 29 luglio) verso le coste tunisine di Monastir. Resta poi il sogno Parigi, ma al momento non ci sono certezze mentre vano avanti le trattative per la riattivazione del volo per Tirana, scomparso per via del fallimento della Belleair. Il 2015, nessuno se lo nasconde, non sarà un anno qualsiasi: a Milano c’è l’Expo e l’Umbria – a quanto pare – avrà il suo volo: difficilmente una compagnia di linea tornerà a portare il vecchio collegamento garantito fino a qualche anno fa da Alitalia, ma si tratterà con grande probabilità di charter (probabilmente verso Malpensa tre volte a settimana). Tuttavia, il vero salto di qualità per Sant’Egidio verrà solo se si riuscirà ad agganciare un grande Hub europeo, che possa aprire la porta verso i voli transoceanici.

Amsterdam o Madrid A tal proposito, come spiega l’ex tesoriere nazionale del Pd Agostini, le ipotesi principali in campo sono quelle di Amsterdam o Madrid: la prima guarda più verso l’Asia, la seconda verso il Sudamerica. Per il resto, tutto noto: dal primo luglio partirà il primo aereo per Dusseldorf (aeroporto di Weeze) con Ryanair e un prezzo base di 27 euro (ai quali vano aggiunti 25 euro se si vuol imbarcare una valigia di 15 chili oltre al bagaglio a mano). Colonia, Essen, Duisburg, Dortmund e Bonn, ma anche l’Olanda, Eindhoven in particolare, le città che potranno essere raggiunte facilmente dallo scalo tedesco. E poi ancora Bruxelles, Trapani, Londra, Bucarest, Cagliari e, dal 5 giugno, Barcellona. «Il via alla concessione – commenta il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali – è il punto di arrivo di un costante impegno delle istituzioni, Regione e Comune di Perugia in primo luogo. Adesso, via alla acquisizione di un partner privato che vi investa, e via alla ricerca di rotte e voli per utilizzare pienamente questa struttura».

I commenti «Un punto del nostro programma – dice poi Andrera Romizi, candidato sindaco del centrodestra – verte proprio sull’affermazione di un ruolo centrale dell’aeroporto San Francesco. Dopo questa concessione ventennale, serve una programmazione a lungo termine che ne potenzi l’internazionalizzazione già avviata. La struttura aeroportuale necessita urgentemente di collegamenti su ferro che ne favoriscano l’utilizzo non solo da Perugia ma dall’intero territorio di riferimento». Secondo il sindaco di Assisi Claudio Ricci la concessione è un «fatto storico che determinerà – scrive in una nota – lo sviluppo ulteriore di collegamenti aerei di linea e legati al turismo anche da e verso le mete europee a carattere religioso-culturale, oltre che aiutare a sviluppare connessioni permanenti con alcuni dei principali aeroporti europei».

Twitter @DanieleBovi

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