L'aeroporto di Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Una ricapitalizzazione da 1,5 milioni di euro per tappare il buco e consentire al piano di sviluppo 2014-2015 di spiegare le ali. È quanto è stato  discusso e approvato giovedì durante l’assemblea dei soci di Sase, la società che gestisce l’aeroporto dell’Umbria. Stando ai conti al 30 settembre approvati dal cda, la perdita è di 1,2 milioni contro gli 800 mila euro dell’anno precedente, mentre la proiezione al 31 dicembre parla di 1,5 milioni. E se a questa si somma il rosso da 740 mila euro del 2012 ecco che il capitale sociale della società si riduce al lumicino: 700 mila euro su un totale di 3 milioni, appena sopra al minimo legale previsto per quegli scali con traffico fino a 300 mila passeggeri. Benché all’interno dei parametri fissati però la cifra non è certo quella sulla quale può poggiare lo sviluppo dell’aeroporto. Ecco perché il 20 gennaio, durante l’ultima riunione il consiglio di amministrazione ha deciso di proporre ai soci la ricapitalizzazione.

Investimento Una mossa intesa come un investimento che i soci dovranno fare sul ‘San Francesco’ e quindi sull’economia del territorio. La parte più consistente dell’operazione peserà sulle spalle di Camera di Commercio di Perugia e Regione. La prima è infatti il socio di maggioranza relativa col 34,5% mentre la seconda, attraverso il suo braccio operativo Sviluppumbria, detiene il 32,95%. All’ente guidato da Giorgio Mencaroni toccherà mettere sul tavolo 518 mila euro e poco meno a palazzo Donini. A seguire ci sono Unicredit (12,03%), altri soci più piccoli con quote inferiori al 5%, Confindustria (5%) e Comune di Perugia (5,7%).

IL NUOVO VOLO PER DUSSELDORF

Il piano Al centro della discussione c’è stato ovviamente anche il nuovo piano di sviluppo, analizzato in questi giorni per verificarne numeri e fattibilità. L’obiettivo è quello di portare a Perugia nel giro di 24 mesi 400 mila passeggeri grazie a un investimento da 3,8 milioni di euro in parte, come visto, destinati alla ricostituzione del capitale sociale. E mentre la società, proprio poche ore prima dell’assemblea ha comunicato ufficialmente che da luglio partirà il nuovo collegamento per Dusseldorf, le domande sono molte, a partire dalla scelta di quale hub europeo cercare di agganciare (tra le possibili ipotesi Monaco di Baviera, Amsterdam e Madrid, strategica per intercettare il Sud America).

Le ipotesi Per quanto riguarda l’Italia si guarda ad un aeroporto tra Lamezia Terme e Brindisi, mentre quel collegamento business voluto dalla Regione potrebbe essere Milano, un’area non nuova visti i voli, ora soppressi, per Bergamo e Malpensa. Ora però c’è la prospettiva dell’Expo ed ecco che quindi nei piani di Regione, Sase e altri soci Milano potrebbe tornare ad essere una destinazione importante, a raggiungere magari attraverso dei charter proprio nel periodo dell’Expo. Come ipotesi ci sono anche quelli di raggiungere Tel Aviv o Casablanca, ma tutte andranno ovviamente verificate con le compagnie e i loro progetti, che non necessariamente coincidono con quelli dei soci di Sase.

Twitter @DanieleBovi

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