L'aeroporto di Perugia (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Centesimo più, centesimo meno, un buco intorno al milione di euro. Il ‘rosso’ è quello della Sase, la società che gestisce l’aeroporto di Perugia e che lunedì riunirà il proprio consiglio di amministrazione: sul tavolo, oltre ai conti che fanno segnare un passivo un po’ più pesante di quello dell’anno scorso, lo sviluppo dei voli e la questione della concessione ventennale. Capitolo decisivo e sul quale recentemente si è espresso il Tar dell’Umbria che ha bacchettato il ministero dei Trasporti e quello dell’Economia, imponendo ai due dicasteri di decidere a breve sulla conclusione del procedimento incagliatosi nel 2008. Della concessione, e più in generale della situazione delicata che sta vivendo lo scalo umbro, ha parlato mercoledì nel corso di una conferenza stampa Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio di Perugia, socio di Sase: «Nonostante l’incremento dei passeggeri – ha detto – non si chiuderà in pareggio, obiettivo che vogliamo centrare entro il 2015. Ma per riuscirsi servono più aerei e più passeggeri».

Ryanair vuole garanzie Segnali positivi ci sono, come i primi incassi che arrivano dai parcheggi, l’incremento del numero dei passeggeri e l’inserimento dello scalo tra quelli di interesse nazionale, ma non bastano: «Se non c’è la concessione ventennale – spiega Mencaroni – siamo costretti a rinnovare i contratti tutti gli anni e anche i privati quindi non possono fare investimenti di lungo periodo». Ryanair ha proposto nel pacchetto Londra, Trapani, Cagliari, la riattivazione di Bruxelles-Charleroi da marzo, una tra Lamezia Terme e Brindisi e una destinazione in Nord Europa, probabilmente tra Olanda e Germania. La compagnia low cost però, che recentemente ha anche rivisto la sua policy nei confronti della clientela, vuole risposte. Tradotto, si aspetta impegni economici. Per l’attivazione di nuove tratte infatti alle compagnie aeree va garantita una sovvenzione che scende mano a mano che crescono i passeggeri. L’impegno economico sarà uno dei temi caldi non solo del cda di lunedì ma anche della riunione tra tutti i soci che si terrà qualche giorno dopo.

Stallo «Quello che dobbiamo decidere – osserva Mencaroni – è se l’aeroporto dell’Umbria è o no strategico. Io credo che lo sia e che vadano portati a regime i progetti: serve una soluzione positiva». Di certo la situazione di stallo, condita dalle voci che arrivano dai palazzi della politica che parlano della voglia di sostituire il numero uno della Sase Mario Fagotti, non aiuta l’aeroporto. «Qui – continua il presidente della Camera di commercio – dobbiamo decidere le priorità. Sento parlare della stazione dell’Alta velocità e mi chiedo dove si troveranno i soldi. Di certo non possiamo buttare via tutti quelli investiti dai soci, senza dimenticare che il ‘San Francesco’ dà lavoro a quasi 50 persone più l’indotto».

Twitter @DanieleBovi

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