di Daniele Bovi
Un hub, Monaco di Baviera o Francoforte, da comunicare probabilmente entro la fine dell’anno e, nel 2016, tre nuove rotte targate Ryanair. Del presente e del futuro dell’aeroporto si è parlato venerdì mattina a palazzo dei Priori dove la commissione Bilancio ha approvato, all’unanimità, la preconsiliare della giunta con cui si dà il via libera alla ricapitalizzazione di Sase, la società che gestisce il ‘San Francesco dell’Umbria’. Complessivamente, un’operazione da 86 mila euro appoggiata in modo netto dall’amministrazione che ha nel portafoglio il 5,74% di Sase: «Non ricapitalizzare l’aeroporto mentre si danno 12 milioni all’anno al Minimetrò – ha detto l’assessore Michele Fioroni – sarebbe una follia».
Hub A fare il punto della situazione sono stati il numero uno della società Mario Fagotti e il direttore dello scalo Piervittorio Farabbi. «L’hub – ha spiegato il presidente – è un tassello fondamentale che permetterà di viaggiare in tutto il mondo. Prima della fine dell’anno probabilmente diremo quale sarà». Fagotti non anticipa nulla ma secondo quanto trapela da Sase le opzioni vere sono due: Monaco di Baviera o Francoforte. Per quanto riguarda il primo, lo scalo tedesco è interessato, la Germania è uno dei paesi chiave per l’incoming turistico regionale e uno degli operatori potrebbe essere Air Malta sulla rotta Malta-Perugia-Monaco. Quanto al secondo, sono in corso i contatti con Lufthansa.
Ryanair Spostando l’attenzione al 2016 Ryanair, con la quale Sase si è incontrata nei giorni scorsi, metterà sul tavolo altre tre rotte: un’operazione subordinata però alla consegna in tempi congrui degli oltre 170 aerei ordinati. Altro snodo decisivo per lo scalo è quello dell’apertura a soci privati, in teoria prevista per fine 2014 ma in pratica rimandata al 2015. Come spiegato da Fagotti infatti «intanto non bisogna dare l’impressione di aver bisogno di soldi e, in più, l’esperienza mostra come tutte le gare fatte finora sono andate deserte». Di fronte a questo quadro quindi l’idea è quella di dare vita, a fine 2015, «ad un aumento di capitale da tre milioni di euro riservato a possibili soci privati ai quali mostrare i risultati che otterremo. Io ero pronto a procedere subito ma il cda ha deciso di farlo più avanti».
Il cda Sul punto Fioroni ha sottolineato come sarebbe importante attrarre investitori provenienti anche dall’estero e ha chiesto che le porte del cda, dove ora siedono Sviluppumbria e Camera di commercio di Perugia, anche al Comune: «Il consiglio – ha detto il membro della giunta – dovrebbe essere portato da tre a cinque facendo entrare il Comune». Palazzo dei Priori poi dovrebbe far parte anche di una cabina di regia che secondo Fioroni dovrebbe nascere con lo scopo di costruire una promozione del territorio più efficace: «C’è la necessità – ha sottolineato – che il capoluogo sia parte integrante di questa cabina. Non dobbiamo subire le strategie che altri decidono. Con la Regione abbiamo un buon rapporto e le istituzioni le dobbiamo pressare».
Promozione Per il Comune, che sta lavorando a progetti per rendere più attrattivo il territorio e quindi anche lo scalo, Fioroni ritaglia anche un ruolo di ‘ambasciatore’ all’estero, specialmente in quei paesi già raggiungibili dal ‘San Francesco’: «Negli aeroporti già serviti – ha detto – bisognerebbe fare delle missioni per fare promozione commerciale». Un capitolo che secondo Fagotti è uno dei tasti dolenti del sistema Umbria: «Chi deve fare – chiede – promozione turistica? La colpa di non riuscire a vendere bene questo territorio credo sia di tutti. A questo punto – provoca – diamo i soldi ad altri che lo sanno fare». Altro punto dolente è quello dei trasporti da e verso l’aeroporto. Se l’ipotesi Alta velocità richiedebbe tempi biblici e troppe risorse, più alla portata è la realizzazione di una stazione sulla Foligno-Terontola a poche centinaia di metri dalla pista. Altrettanto importante sarebbe, come ha chiesto Farabbi, una fermata per gli autobus interregionali che passano in quell’area e il potenziamento dei servizi offerti da Umbria Mobilità. I conti saranno tirati nel 2017 «quando si valuterà – ha osservato Farabbi – se Sase è in grado o meno di gestire lo scalo. Per quella data vogliamo raggiungere 400 mila passeggeri e un margine operativo lordo positivo».
Twitter @DanieleBovi

Assolutamente Francoforte. Molto piu’ ben connesso di Monaco
Gentile Assessore Fioroni,
la vera follia e’ continuare a finanziare sia il Minimetro’ che l’Aeroporto e anche tutte le altre imprese/attivita’ cronicamente e storicamente in perdita che le Amministrazioni pubbliche mantengono a spese dei contribuenti.
Purtroppo la Sua idea di chiedere nuove poltrone dentro il CDA della SASE ha il sapore di vecchia Repubblica, evocando in chi legge lo spettro di nuovi incarichi, nuove poltrone, nuove spese, gettoni presenza, consulenti ecc. .
Mi indichi cortesemente, all’interno del Comune di Perugia, chi puo’ dimostrare di avere le competenze necessarie, negli ambiti aeronautico e aeroportuale ,
per poter occupare a pieno titolo le nuove poltrone che Lei chiede nel CDA SASE.
Diplomati in Istituti Aeronautici? Piloti? Master in Gestione Aeroportuale? Laureati in Ingegneria Aerospazioale settore gestionale? Master in Aviation Business Administration?
Non credo ne trovera’ (ma spero di sbagliarmi per il bene di tutti) e allora delle due l’una: o metteremo in quella poltrona qualcuno che non ha la minima idea di cosa significa gestire un aeroporto o ricorreremo all’ennesima (onerosa) consulenza esterna.
Sull’idea poi di fare addirittura una stazione ferroviaria ex-novo a “poche centinaia di metri dalla pista”, quindi non fino dentro l’aerostazione, e della conseguente necessita’ di collegare la stazione ferroviara all’aerostazione in modo frequente e continuo per portare i passaggeri (quanti?) avanti e indietro con navette, lascio a chi mi legge farsi due conti sulla sostenibilita’ economica del progetto, quando contemporaneamente vediamo tagliare le linee autobus in citta’ o lasciamo cadere le scuole a pezzi per mancanza di fondi .
Al Presidente della Sase Ing. Fagotti vorrei ricordare che non c’e’ bisogno di andare fino a Francoforte o a Monaco di Baviera per trovare un Hub in grado di far volare i passeggeri in tutto il mondo, perche’ un Hub del genere esiste gia’ , e’ tutto italiano, sta a Roma , si chiama Aeroporto Internazionale di Roma Fiumicino ed e’ raggiungibile da Perugia con il treno, fino dentro l’aerostazione.
Trovo pertanto singolare che la Sase, il cui bilancio e’ finanziato con soldi pubblici italiani per circa l’80%, cerchi un Hub straniero al quale regalare l’eventuale traffico passeggeri generato e del quale non rimarrebbe un solo euro in Italia .
Non e’ piu’ il tempo delle vacche grasse, quando si poteva spendere e spandere risorse pubbliche in qualsiasi modo senza rendere conto a nessuno.
E’ giunta l’ora che le Amministrazioni pubbliche tornino a fare il loro mestiere e cioe’ amministrare e non a fare impresa.