di Daniele Bovi
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«Ci serve un milione di euro per fare l’ultimo balzo e aprire le nuove rotte». È un «appello accorato» quello che Mario Fagotti, presidente della Sase (la società che gestisce l’aeroporto di Perugia), rivolge alle istituzioni e al mondo imprenditoriale nel corso dell’audizione di giovedì mattina di fronte alla Prima commissione della Provincia di Perugia. Invitato per parlare della situazione dello scalo umbro, Fagotti si è rivolto così «a chi dovrà redigere i bilanci: non credo – ha detto – che pur con tutte le difficoltà del momento non si riesca a trovare questa cifra». La società ha un piano di sviluppo che prevede l’attivazione di altre rotte ma per trasformare i piani in passeggeri e aerei, c’è bisogno di soldi. Per aprire una tratta infatti le compagnie aeree, che comunque accettano solo con la previsione di riempire i velivoli, vanno finanziate con una cifra che scende mano a mano che crescono i passeggeri su quella linea.
Serve un milione Spagna (Madrid?), Francia (Parigi) e Germania (Monaco o Francoforte) potrebbero essere tra gli obiettivi e la stima per raggiungere questi o altri, è intorno al milione di euro: «Servono risorse esterne – ha detto Fagotti -. Agli enti ho consegnato una lista della spesa». Per far capire la necessità di un’iniezione di capitali e di uno sforzo da parte di tutti, sistema imprenditoriale compreso, in audizione il presidente dello scalo sventola una brochure informativa: «Per farla – spiega – ho dovuto chiedere aiuto a qualche amico. L’aeroporto dovrebbe essere sentito da tutti come un gioiello della regione. Al sistema politico faccio una richiesta accalorata perché dobbiamo fare un ultimo balzo». L’altro grande capitolo intorno al quale è girata l’audizione è quello dell’agognata concessione ventennale. Ad oggi infatti a Sant’Egidio viene rinnovata ogni anno, cosa che ovviamente scoraggia investimenti come quello della famiglia Panerai che punta al 33% (sul piatto c’è un milione di euro oltre ad interessamenti di altri privati, il tutto connesso però al rilascio della concessione) e che costringe al momento a fare con gli altri privati (vedi negozi) contratti di un anno.
La battaglia della concessione Fagotti ha ripercorso la lunga battaglia per ottenerla che parte dalla fine del 2008 e, pur con tutte le scaramanzie del caso, si dice fiducioso di poter incassare il via libera in primavera: «La concessione – spiega – è rimasta sul tavolo del ministero dell’Economia fino al 2012, cioè fino al provvedimento del ministro Passera. Ma grazie al nostro tempestivo intervento – ha proseguito – attraverso ricorsi al Tar, siamo riusciti a far ripristinare il precedente Piano ventennale, dimostrando di avere le carte in regola con quanto avevamo previsto di realizzare». Un ottimo punto di partenza consiste nell’essere rientrati tra gli scali di interesse nazionale, anche perché esserne fuori avrebbe comportato per le casse degli enti locali il sobbarcarsi di tutta una serie di spese come vigilanza, controlli, vigili del fuoco e così via: «Oltre tre milioni all’anno. Se non fossimo rientrati in quell’elenco – dice – avremmo chiuso».
I numeri E invece di fronte alla commissione il presidente snocciola «numeri positivi», prima di tutto quelli relativi ai passeggeri. Dall’inizio dell’anno sono transitati per lo scalo umbro 184.985 passeggeri, contro i 167.000 dello scorso anno (ovvero il 10% in più) e si punta a chiudere l’anno a quota 200-230 mila, 30 mila in più rispetto al 2012. Una brutta notizia è invece quella relativa alla più che probabile chiusura invernale della rotta verso Bruxelles (Charleroi) per decisione di Ryanair: una chiusura che dovrebbe interessare il periodo novembre-marzo. Fagotti ha poi chiarito l’insostenibilità economica della tratta verso Milano, per la quale servirebbero infatti 300 mila euro all’anno per servire in media 12-13 passeggeri al giorno contro i 18 (minimo) che servirebbero. Soldi che, in caso ci fossero, verrebbero investiti in altre direzioni. Ottimi risultanti sta invece dando la Wizzair con il volo verso la Romania, frequentato anche da molti imprenditori mentre la frequenza verso Tirana (due a settimana attualmente) potrebbe essere raddoppiata. Per quanto riguarda invece il turismo religioso, da qui alla fine del 2013 sono previsti due aerei per Betlemme e Tel Aviv.


