Un aereo decolla dal San Francesco (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Con tutta probabilità, per usare un gioco di parole, non c’è Futuro Umbria nel futuro dell’aeroporto di Perugia. Dell’associazione di Roberto Laurenzi si è cominciato a parlare nei giorni scorsi, prima quando attraverso la stampa si è ventilata l’ipotesi di una presunta «cordata» pronta a sostenere economicamente l’aeroporto; poi, sabato, la conferenza stampa ad Assisi, insieme al sindaco facente funzioni Antonio Lunghi, per presentare un piano di rilancio dello scalo. Martedì nella sede di Sviluppumbria Laurenzi si è seduto al tavolo insieme al direttore generale Mauro Agostini che ha voluto vedere le carte. Secondo quanto trapela di economicamente concreto ci sarebbe poco, pochissimo; più che altro considerazioni di ampio respiro e parole che da sole non bastano a far decollare e atterrare aerei sulla pista del San Francesco. Insomma, all’orizzonte non sembrano esserci cordate e quindi per un cambio di rotta in termini di investimenti privati è meglio guardare da un’altra parte.

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Nuovo presidente Nel frattempo tra gli uffici dello scalo e quelli di Sviluppumbria si continua a lavorare all’avviso pubblico attraverso il quale in tempi molto stretti verrà scelto il nuovo numero uno di Sase, rimasta senza un vertice dopo le dimissioni di Mario Fagotti. Con tutta probabilità l’avviso sarà pubblicato intorno alla metà del mese, mentre i nomi saranno vagliati nel corso dell’assemblea dei soci prevista per il 29 aprile. Quanto al profilo, si cerca un esperto del settore, possibilmente con esperienza internazionale, che abbia lavorato in compagnie aeree o scali. Del nuovo presidente, o meglio del profilo, si è occupato martedì anche il consiglio regionale durante la prima parte della maratona (si andrà avanti anche mercoledì) dedicata alla discussione e approvazione del bilancio. In particolare è stato dato il via libera a un emendamento presentato dalla truppa bocciana del Pd con il quale si inserisce tra i criteri di ammissibilità dei curriculum dei candidati interessati che gli stessi non abbiano fatto parte negli ultimi 5 anni del cda di Sase; cda del quale Mauro Agostini fa parte.

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Alitalia-Ryanair Per quanto riguarda le rotte una data da segnare sul calendario è quella di giovedì, quando a Roma il ministro Graziano Delrio incontrerà il management di Ryanair. La compagnia low cost in risposta all’aumento di 2,5 euro per ogni biglietto (da 6,5 a 9 euro) dell’addizionale sui diritti di imbarco, ha deciso di tagliare molte rotte in alcuni scali, compreso Perugia che ha così perso Barcellona, Dusseldorf, Cagliari e Brindisi (in tutto circa 45 mila passeggeri nel 2015). Al centro del tavolo ci sarà dunque l’aumento dell’addizionale che per Ryanair è altamente indigesto, dato che servirà a finanziare anche gli esuberi decisi da Alitalia (i soldi finiscono neò fondo speciale che garantisce ammortizzatori sociali aggiuntivi ai lavoratori del trasporto aereo). Un’Alitalia che a sua volta vorrebbe che le amministrazioni regionali smettessero di incentivare Ryanair per l’apertura delle rotte; un qualcosa che, secondo Alitalia che nel frattempo insieme a Sase dovrà decidere se tagliare completamente la rotta Roma-Perugia o diminuire drasticamente la frequenza, inquina il mercato. Una lotta tra due giganti dell’aria in mezzo alla quale si deve muovere anche il piccolo San Francesco. Di seguito pubblichiamo la nota inviataci dall’associazione Futuro Umbria in risposta all’articolo.

Leggo con estremo interesse quanto riportato nel vostro articolo relativo l’incontro tenutosi ieri dal sottoscritto Roberto Laurenzi, in qualità di presidente di Futuro Umbria, ed il Dott. Mauro Agostini a cui ha fatto seguito, nel pomeriggio, un incontro con l’Assessore Giuseppe Chianella. La invito per giusto diritto di replica che l’incontro interlocutorio avuto con Sviluppumbria, che per altro richiedeva massima riservatezza, aveva quale prioritario obiettivo quello di comprendere gli indirizzi e gli eventuali indirizzi che potevano profilarsi per una potenziale acquisizione di parte delle quote dell’attuale soggetto gestore del locale scalo aeroportuale rispetto ad altri potenziali interventi per consentire il più rapido rilancio e sviluppo dello stesso. Da questo incontro, nel quale Futuro Umbria è impegnata in quanto soggetto attrattore ed aggregatore d’interessi, che ogni tipo d’operazione è subordinata, per quanto previsto dalla norma, all’emanazione di specifico bando pubblico, previsto per Settembre p.v., ed alla presentazione di specifica lettera di dichiarazione d’interesse e d’intenti da parte del soggetto giuridico che si dovrà necessariamente costituire allo scopo e per le quali è stato già dato mandato a studio legale specializzato nel settore che gestirà da qui in avanti le iniziative finalizzate alla valutazione per l’acquisizione delle quote dell’attuale gestore. Fatte salve queste delucidazioni e precisazioni forniteci, effettivamente sussistono basilari diverse interpretazioni e comprensioni circa il ruolo e la funzione dello scalo per l’intera regione come anche sugli obiettivi che ci si pone di raggiungere per garantire quei livelli di redditività richiesti sia dagli organi nazionali che dagli stessi investitori che risultano precisamente in linea con quanto evidenziatoci dall’Assessore Chianella che, nel riaffermare la centralità del ruolo dell’aeroporto dell’Umbria nell’ambito delle attività e decisioni della stessa Giunta Regionale, ravvisava nei numeri ed intenti evidenziati un oggettivo ed imprescindibile obiettivo da raggiungere nei tempi prefissati nel progetto, di cui, veniva consegnata una prima bozza contenete le linee guida. Altresì, lo stesso Ass.re Chianella, confermava il fermo interesse nel procedere alla valutazione di forme progettuali in grado di determinare il più ampio coinvolgimento del maggior numero di attori del sistema regionale al fine di consentire la costruzioni di un programma di rilancio dello scalo sul quale convogliare le energie regionali. Stante la disponibilità dimostrata e l’apprezzamento per il lavoro sin qui svolto ci siamo impegnati a fornire nel più breve tempo possibile allo stesso Ass.re Chianella, ed in via riservata, la prima edizione del progetto sul quale intendiamo far convergere e contribuire alla sua definitiva strutturazione la più ampia parte del tessuto economico-commerciale e il maggior numero di associazioni di categoria anche perché necessario per l’invio ai potenziali investitori che hanno dimostrato preliminare interesse per un potenziale intervento che certamente, prescinde dall’attuale situazione, nella convinzione che le potenzialità della regione sono ben più ampie rispetto a quanto generato sino ad oggi.

Twitter @DanieleBovi

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One reply on “Aeroporto, incontro tra Sviluppumbria e Futuro Umbria: nessuna cordata all’orizzonte”

  1. personalmente non condivido molto, l’impostazione dell’articolo.
    Non è che per colpa della lotta Alitalia-Ryanair il piccolo aeroporto ne paga le conseguenze.
    Il vero problema dell’aeroporto è che non ha molto senso un aeroporto a 20 minuti di volo verso Roma o Ancona. Se anche ci fosse un collegamento veloce con Roma, prima di Perugia c’è Ciampino, Viterbo…Insomma è troppo lontano da un bacino grande come Roma per essere la base di Ryanair ( vedi Stansted che dista 1:15 minuti da Londra ).
    O si trova il modo di collegarlo ad una grande città molto velocemente e farlo diventare il 3° aeroporto di Roma…oppure va chiuso.

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