di C.F.
«Gli obiettivi posti dall’amministrazione e rappresentati nel piano di riequilibrio sono nel complesso rispettati». Così si legge nella relazione redatta dalla Corte dei conti che vigila sulle finanze dell’ente, il quale, in 10 anni a partire dal 2014, deve rimpinguare le proprie casse per circa un milione di euro. Le tasse per i cittadini sono aumentate ma gli amministratori tengono a sottolineare di aver fatto la propria parte: «Prima di richiedere sacrifici alla cittadinanza – ha dichiarato il sindaco Loreto Fioretti – è necessario da parte nostra farli».
La sfida decennale Il Comune di Arrone, nel 2013 con liquidità di cassa in costante sofferenza, per tornare a far quadrare i propri bilanci, ha presentato un Piano di riequilibrio finanziario decennale (con scadenza all’anno 2023), approvato dalla sezione regionale umbra della Corte dei conti che ora vigila ogni semestre sulla sua attuazione. Secondo l’ultimo rapporto prodotto da questo Organismo di controllo, lo stesso ente è in linea con il programma di rientro ed è riuscito ad estinguere alcuni mutui contratti in passato.
Buco milionario Nel Piano di risanamento viene indicato l’importo da ripianare, circa 1 milione di euro, che corrisponde all’ammontare del disavanzo del 2012 (940 mila euro) con l’aggiunta del saldo della revisione straordinaria dei residui attivi e passivi alla data del 31 dicembre 2013 (59 mila euro). Per ottenere valutazione positiva da parte della Corte dei conti, già dal 2013 il Comune di Arrone ha effettuato consistenti tagli alla spesa.
Risparmio Tra le riduzioni più consistenti, come si legge nella relazione, la spesa del personale titolare di posizioni organizzative: «Sono state confermate le decurtazioni delle indennità attribuite ai dipendenti, già attuate dal 2013, e comunque garantite fino alla durata in carica del sindaco (2019) che comportano un risparmio annuo di euro 27.908,491».
Sindaco Loreto Fioretti e giunta Tra le pieghe del resoconto si legge ancora: «Si prende atto, inoltre, del risparmio ottenuto dal ‘taglio dei costi della politica’ tramite rinuncia espressa dal sindaco e dagli assessori in carica a percepire l’indennità di funzione loro spettante, fino alla scadenza del loro mandato. Stesso discorso vale per i rimborsi per le spese di viaggio, spese di rappresentanza e spese per autovetture da servizio (l’ente è dotato soltanto di autoveicoli adibiti ai servizi di manutenzione e un’ autovettura di servizio per il personale della polizia municipale). Il risparmio annuo che scaturisce da tale riduzione ammonta a 23.210 euro».
Cassa Relativamente all’incremento delle entrate, un sacrificio è stato richiesto anche ai cittadini. Già dal 2012 l’organo revisore ha accertato da parte del Comune l’innalzamento delle aliquote dei tributi locati a limite massimo. L’ente ha altresì previsto un incremento delle entrate correnti proprie, derivante dal gettito dell’Imu su maggiore superficie dei terreni edificabili, individuati con l’adozione del nuovo Piano regolatore. Contestualmente il Comune della Valnerina ha attivato un sistema di contrasto all’evasione e disposto un piano di alienazioni che però esula dal programma decennale di riequilibrio finanziario. Qualora cioè, l’ente riuscisse a vendere gli immobili di proprietà, l’incasso andrebbe a suo totale vantaggio e consisterebbe in una nuova disponibilità di liquidità per investimenti, o riduzione temporale del piano di rientro: a quel punto come spenderli sarebbe una scelta esclusivamente politica.
Twitter @chilodice
