di Ivano Porfiri
Un maxi piano con soldi in gran parte comunitari per completare la rete idrica e fognaria umbra e renderla più efficiente. La priorità è tappare le falle, con un investimento per dimezzare le perdite, ma lo sforzo maggiore è quello per completare il settimo degli otto grandi acquedotti previsti in Umbria: quello che dalle sorgenti del Nera disseterà 180 mila ternani fino ad Amelia.
ELENCO DEGLI INTERVENTI FINANZIATI
Acquedotto per Terni Tra le opere finanziate, senza dubbio, quella più importante è quella per il «sistema acquedottistico Ternano-Amerino» che prevede la captazione di acqua nella zona delle sorgenti del Nera attraverso una serie di pozzi e il collegamento poi con l’acquedotto di Terni in corrispondenza del serbatoio di Pentima. Per questa opera vengono stanziati 24 milioni di euro, di cui oltre 15 da fondi europei e il resto a carico dell’Ati, che andranno così a gravare sulle bollette.
Entro il 2018 «L’opera – hanno spiegato in conferenza stampa la presidente Catiuscia Marini e l’assessore Silvano Rometti – porterà a Terni e non solo acqua di grande qualità, superando molti pericoli derivanti dai pozzi in pianura in una zona a vocazione industriale». Su copertura e tempistica il direttore dell’Ati 4, Roberto Spinsanti, ha puntualizzato che «l’opera coprirà il fabbisogno di un territorio con una popolazione di 180 mila persone fino all’Amerino, mentre il termine per il completamento dei lavori è fissato entro il 2018. Metteremo così la zona in sicurezza almeno fino al 2060».
Riduzione delle perdite Al di là dell’acquedotto ternano, la grande priorità dei prossimi anni è quella del contenimento delle perdite dagli acquedotti. «Questo – hanno spiegato Marini e Rometti – perché, a differenza di altre regioni, l’Umbria ha costruito una rete efficiente, con acque di ottima qualità: da noi il problema arsenico che ha oggi Roma, è stato risolto da 3 anni. Perciò possiamo concentrarci nell’innovare le condotte». Oggi le perdite sono stimate tra il 30 e il 40% della portata. L’obiettivo è portarle al 20% entro il 2015. «Ciò sarà possibile – dicono – rendendo più efficiente l’intero sistema, attraverso la ricerca e il contenimento delle perdite in rete e la captazione e la realizzazione di infrastrutture a completamento dei grandi schemi idrici regionali». Gli interventi saranno finanziati con 4,5 milioni ripartiti tra gli Ati.
Soldi europei più tariffa In totale, le risorse per tutti gli interventi ammontano a 51 milioni e 800 mila euro da destinare ad interventi per la depurazione delle acque e l’approvvigionamento idrico. «I soldi – ha spiegato Catiuscia Marini – sono in gran parte provenienti dai Fondi per lo sviluppo e la coesione 2007-2013 (Fsc), e verranno utilizzati per completare gli indirizzi del Piano regionale di tutela delle acque e dal Piano regolatore regionale degli acquedotti. Diamo così attuazione a una serie di interventi per il ciclo idrico integrato che riguardano sia il sistema acquedottistico dell’Umbria, che il miglioramento della qualità delle acque della nostra regione – ha aggiunto la presidente – a cui abbiamo destinato risorse certamente consistenti derivanti dai fondi per lo sviluppo e la coesione, integrate da risorse regionali e con un cofinanziamento a carico della tariffa di oltre 11 milioni. Le significative risorse a disposizione – ha aggiunto la presidente – permetteranno, in questa fase di profonda sofferenza, un rilancio degli appalti pubblici con una ricaduta economica positiva per il territorio».
Completamento «Grazie alle opere che si andranno a realizzare si potranno realizzare importanti interventi riferiti al ‘Bene acqua’, importantissimo per la comunità. – ha precisato l’assessore Rometti –. La Regione ha già speso per la depurazione 43,5 milioni di euro e con questi nuovi interventi si completeranno le opere riferite alla depurazione anche sui centri minori. Ciò permetterà di superare le criticità ambientali causate dalle acque reflue, nonché ridurre l’inquinamento derivante da insediamenti civili e produttivi attraverso la razionalizzazione ed il potenziamento dei sistemi di collettamento e di depurazione».
33 interventi Sono risultati ammissibili a finanziamento 33 interventi per il settore acque reflue che interessano 21 agglomerati umbri: Amelia, Amelia-Fornole, Cascia, Castel Ritaldi, Castel Viscardo, Città della Pieve, Corciano, Deruta-Torgiano-Bettona, Foligno-Spello, Gubbio, Marsciano, Montefalco est, ovest e Pietralunga, Norcia, Panicale-Tavernelle, Perugia, Piediluco, Sangemini, San Giustino, San Martino in Campo, Trevi-Cannaiola, Trevi Pietrarossa. Il costo previsto per le opere è di 23,06 mln di euro, di cui 20,7 mln di euro a carico delle risorse FSC e 2.3 mln di euro a carico della tariffa.
