
di Daniele Bovi
Risparmiare acqua fa bene non solo all’ambiente ma anche al portafoglio. E’ approdato in questi giorni sul tavolo della commissione Attività economiche del Consiglio regionale il regolamento attuativo dell’articolo 13 del Piano regionale degli acquedotti in cui la giunta regionale mette nero su bianco tutte le azioni volte a contenere gli sprechi d’acqua. Regolamento dove, tra le altre misure, è previsto anche uno sconto in bolletta pari almeno al 20 per cento per tutte le persone che nella loro casa decideranno di installare erogatori o acceleratori di flusso ai rubinetti di lavelli o docce, vasche per il recupero dell’acqua piovana, fotocellule, temporizzatori, water con cassette di scarico a doppio scomparto o impianti a goccia per l’irrigazione di piante e fiori.
Gli sconti Secondo l’articolo 8 del regolamento infatti saranno gli Ati ad avere l’obbligo di modificare il sistema tariffario prevedendo questa serie di sconti da applicare alla prima fascia di consumo. Sconti da recuperare poi con un aumento delle tariffe per le fasce di consumo più alte. E se, per i privati, si può parlare di incentivi, per le utenze pubbliche e per quelle private a uso pubblico si tratta invece di un obbligo. Bar, alberghi, scuole, uffici pubblici e così via avranno infatti due anni di tempo dall’entrata in vigore del regolamento per adeguarsi alle nuove disposizioni.
La stretta sui gestori Una vera e propria stretta poi è prevista per gli enti gestori che operano sul territorio umbro come Umbra Acque o Vus. L’obiettivo primario delle misure previste per questo settore è quello del contenimento delle perdite, obiettivo che appare ancora più indifferibile anche alla luce di quanto successo mercoledì mattina a Nocera, con la rottura di una tubatura da un metro di diametro che ha provocato una voragine nella strada tra Mugnano e Case Basse. In pratica i gestori dovranno compilare ogni anno un bilancio idrico in cui andranno conteggiati i litri di acqua prelevati e quelli consegnati alle utenze, installare nuovi misuratori delle portate, raggiungere un’efficienza pari ad almeno il 75 per cento del bilancio idrico degli Ati e suddividere la rete in distretti. Distretti che poi andranno studiati e monitorati con tecnologie digitali.
Gli sprechi Tutte azioni, quelle contenute nel regolamento, volte all’abbattimento di quegli sprechi che non più tardi di lunedì venivano ricordati da Claudio Ricciarelli della Cisl Umbria: «Abbiamo una dispersione di acqua – ricordava Ricciarelli durante una conferenza stampa sul cosiddetto «spacchettamento» di Umbra Acque – che va dal 30 al 50 per cento. Questo significa bruciare ogni anno qualcosa come quattro milioni di euro per mancanza di efficienza. In Germania, tanto per dire, il tasso di spreco è del sette per cento». I bilanci redatti ogni anno dai gestori dovranno poi essere trasmessi alla Regione entro il primo febbraio di ogni anno, mentre per le aziende che non raggiungeranno i tassi di efficienza previsti scatteranno le penali.
Le misure per il settore edilizio Un altro pacchetto di misure poi sono state pensate dalla giunta regionale per il settore edilizio. Nel corso di interventi di recupero di edifici già esistenti o durante la costruzione di nuovi andranno realizzate infatti, dove possibile, reti duali per usare acque non potabili e vasche per il recupero dell’acqua piovana. Negli impianti idrico-sanitari poi andranno installati tutti quei dispositivi citati in apertura come temporizzatori o fotocellule. Tutte misure, nel complesso, che dovranno essere inserite nei regolamenti comunali per l’attività edilizia. Con l’acqua potabile poi continuerà ad essere vietato, come già accade, annaffiare orti e giardini, riempire piscine, lavare macchine o pulire strade.

Comments are closed.