di Mario Mariano
«Non ci posso credere, devi esserci un grosso equivoco, escludo nella maniera più assoluto che Ahn abbia un solo motivo di lamentarsi per il periodo trascorso in Italia, nel “mio” Perugia». Serse Cosmi ha letto su Umbria24 l’intervista del calciatore sudcoreano che se la prende con Marco Materazzi e Luciano Gacci e vuole subito mettere i puntini sulle “i”.
Spero un equivoco «E’ passato del tempo, dieci anni, ma ho ricordi nitidissimi: nello spogliatoio regnava un ottimo clima, di sfottò ed amicizia, e non poteva essere diversamente, perché i risultati c’erano e fanno parte della storia del Perugia, perché la vicinanza della città, dei tifosi alla squadra era straordinaria, perché non c’erano caratteri bizzosi, calciatori dalla doppia personalità. Ahn era amico per la pelle con Sogliano, erano sempre insieme, ma anche con Materazzi andava d’accordo, credo che l’episodio descritto nella intervista, sia un racconto isolato in un contesto generale. Mai saputo che la sua pelle avesse un odore particolare, che Marco, seppure per gioco, si fosse preso gioco di lui, dicendogli che aveva l’odore dell’aglio. Ripeto: per me si tratta di un equivoco e sono certo che tutto si sistemerà».
Quel Perugia Cosmi praticamente non parla con i giornalisti da quando in maniera ancora poco chiara è stato esonerato dal Siena, fatta eccezione per l’intervento ad Arezzo in occasione della presentazione del libro “20 pezzi da 100” scritto da Federico Sciurpa. Solo il ricordo dei periodo in cui allenò il Perugia riesce ad allontanare i cattivi pensieri: «Ho amato il calcio fin da quando ero ragazzo, appassionato di tecnica, dei calciatori carismatici, ma anche di tutto ciò che ruotava attorno al calcio, giornalisti compresi. Solo a Perugia ho avuto rapporti speciali, anche strettamente professionali che ho apprezzato, ma tutto cambia in fretta, nel calcio si bruciano in un amen le buone abitudini, i rapporti schietti fra le persone».
Mi imitò prima di Crozza Torniamo ad Ahn e a quel periodo magico: «Rivedo in tv le partite di quell’epoca, e ho sensazioni straordinarie, mi rendo conto di quanto fossero bravi i calciatori di quel periodo, di quale spettacolo erano protagonisti. Ahn all’inzio, come tutti gli stranieri provenienti dai paesi più diversi, ebbe qualche difficoltà nell’alimentazione, ma i compagni e il mio staff lo aiutarono molto. Si era così calato nella nostra realtà che sapevo fin da allora che riusciva a fare la mia imitazione in maniera così esilarante che avrebbe incuriosito perfino Crozza, che all’epoca non aveva pensato di proporre in tv il mio personaggio. Io non l’ho mai sentito quando imitava la mia voce, i miei gesti, perché era rispettoso, ma chi mi ha raccontato il particolare mi ha detto che era divertentissimo».
Chiarisciti con Matrix Ma con Gaucci l’idillio finì dopo il goal all’Italia al mondiale o non era mai sboccato? «Con il presidente andava d’accordo, come con tutti, solo che quel goal non venne digerito dal patron, e rese quasi obbligatoria la sua partenza. No, con lui non mi sono più né sentito né visto, non è facile restare in rapporto con i calciatori stranieri tornati nel loro paese, in questi anni ho solo sentito qualche volta Vryzas ed ovviamente i tanti italiani che hanno vestito la maglia del Perugia. Tutti hanno lasciato in me ricordi incancellabili, ma se debbo scegliere un calciatore straniero che porto nel cuore, dico Cordoba, il portiere colombiano che rimase al Perugia per pochi mesi. Era straordinario in tutto, come atleta e come persona, un carattere speciale, una curiosità, dei sentimenti, un modo di rapportarsi che hanno lasciato una forte traccia nel mio cuore e nella mia mente. Mi auguro di rivederli tutti, ed ad Ahn in particolare mando questo messaggio: chiarisci questo equivoco degli screzi e degli scherzi con Materazzi. Marco è una persona generosa e buona, mai e poi mai avrebbe pensato di fare del mobbing ad un suo compagno».
