di Dan.Bo.
La volontà di dare un futuro all’abbonamento a tariffa agevolata a favore degli studenti universitari c’è, ma servono almeno due precondizioni: che Busitalia presenti una «proposta migliorativa» rispetto alla precedente e che il Governo Meloni rinnovi il Bonus trasporti; senza questi «elementi fondamentali» la convenzione in scadenza sabato non potrà essere rinnovata.
La riunione È fondamentalmente questa la sintesi della riunione sul dossier Pass tpl andata in scienza come da programma venerdì a Palazzo Donini. Intorno a un tavolo la presidente della Regione Donatella Tesei, l’assessore regionale ai trasporti Enrico Melasecche, il rettore dell’Università di Perugia Maurizio Oliviero, il direttore generale della Stranieri Giuliano de Stefani e il commissario staordinario dell’Adisu (l’Agenzia regionale per il diritto allo studio) Luigi Rossetti.
Le richieste In una nota congiunta si parla di «alta valenza dell’iniziativa dal punto di vista del diritto allo studio, della coesione sociale nonché della sostenibilità ambientale», ed è per questo che tutti hanno la volontà di rinnovarla anche per il prossimo anno accademico. Il vero convitato di pietra è però Busitalia. Giorni fa l’azienda del Gruppo FS ha chiesto altri 650 mila euro per prorogare l’accordo; cifra notevole che, fanno notare non senza fastidio da Palazzo Donini, viene richiesta nonostante i costi industriali aggiuntivi per garantire l’abbonamento agevolato siano sostanzialmente nulli. Temi che saranno sul tavolo dell’incontro che Tesei chiederà all’amministratore delegato di Busitalia.
La convenzione Il Pass è stato comprato quest’anno da 12.500 studenti, molti di meno rispetto ai circa 20 mila preventivati in sede di stipula della convenzione. Come corrispettivo stando al testo della convenzione vanno garantiti 1,7 milioni di euro (che diventerebbero oltre 2,3 se le richieste dell’azienda venissero accettate), più altri 192 mila alla Minimetrò per l’utilizzo delle carrozze d’argento, e in caso di mancato raggiungimento della soglia il piatto va coperto dai sottoscrittori. Sopra gli 1,3 milioni l’Università dovrebbe mettere un massimo di 150 mila euro, la Regione di 400 mila e il Comune di 192 mila, mentre sotto questa cifra andrebbero trovati altri accordi. Se le cifre rimarranno queste la convenzione potrebbe anche avere un futuro ma dal tavolo vanno tolti i 650 mila euro.
