Palazzo Spada (foto Rosati)

di Massimo Colonna

E’ di nuovo scontro tra il Movimento Cinque Stelle e la giunta del sindaco Di Girolamo: sul tavolo stavolta le nuove norme sull’anticorruzione, che l’esecutivo tramite una nuova delibera si appresta a varare dicendo sostanzialmente addio al Nop, il Nucleo operativo per la prevenzione dei fenomeni corruttivi introdotto nel 2013. Il sindaco difende la decisione dei suoi assessori, che hanno votato all’unanimità durante l’ultima riunione di giunta, mentre i grillini tramite il consigliere Thomas De Luca chiedono una marcia indietro proprio sul nuovo documento.

L’attacco grillino Dopo la notizia della delibera, martedì nel primo pomeriggio è arrivata la critica del Movimento Cinque Stelle. «Nell’era tutta italiana di Mafia Capitale e del bollettino indagati del giorno a Terni la parola d’ordine è ‘tagliare’. L’incoerenza ormai è palese sotto gli occhi di tutti. Solo pochi mesi fa era stato firmato in pompa magna un accordo con l’ex Procuratore capo della Repubblica, Cesare Martellino, accordo di durata triennale. Proprio in quell’occasione, solo sei mesi fa, Di Girolamo affermava di credere ‘che tutto ciò possa rappresentare un deterrente ulteriore per scongiurare elementi di distorsione e corruzione’. Oggi si rimangia ogni cosa e fa dietro front su tutta la linea?».

Chiesta la revoca «Così come indicato nei più recenti indirizzi dell’Autorità nazionale anticorruzione – prosegue il comunicato – il consiglio comunale deve essere coinvolto nell’approvazione dei piani triennali anticorruzione. Ecco perché pretendiamo che la discussione aperta in terza commissione, con la piena disponibilità dei consiglieri della maggioranza, sia il luogo dove dibattere sull’opportunità di una scelta simile. La delibera deve essere immediamente revocata in attesa di una discussione in sede consiliare. Su questo non possiamo che chiamare direttamente in causa i consiglieri di maggioranza e il capogruppo Cavicchioli a rispettare gli impegni presi in quella sede».

Il sindaco: «No giustizialismi» «Nessuno smantellamento ma rispetto della legge». Questa le replica di Di Girolamo in un comunicato rilanciato dal sito ufficiale del Comune. «Da alcuni consiglieri di una minoranza con connotazioni sempre più giustizialiste arriva l’ennesimo scomposta attacco che tenta di accostare l’amministrazione a pratiche non incentrate sulla legalità. La giunta nel massimo rispetto della normativa, della autonomia del responsabile del nucleo di anticorruzione, ha recentemente approvato un piano che si attiene scrupolosamente alla legge in vigore, nell’intento di assicurare all’interno dell’ente le migliori condizioni per una amministrazione onesta e scrupolosa delle norme, evitando nello stesso tempo sovrapposizioni con altre istituzioni o organi preposti al controllo della pubblica amministrazione».

Nessun caso segnalato «D’altronde le procedure di anticorruzione adottate da questo ente e gestite in autonomia dal suo responsabile – prosegue la nota – non hanno fatto emergere in questi mesi situazioni di criticità. Sono orgoglioso di aver firmato con il procuratore Martellino un protocollo che è nei suoi principi presente anche nel nuovo piano anticorruzione, strumento che è anche coerente con i piani redatti dagli altri comuni, compresi quelli amministrati dai Cinque Stelle. Colgo ancora l’occasione per ribadire di non avere alcun timore delle accuse scomposte lanciate da alcuni consiglieri di opposizione sul fronte della legalità in quanto per me è un tratto dirimente della mia attività personale e politica. Ho dimostrato massima trasparenza e rispetto della legge, ad iniziare dai finanziamenti per la campagna elettorale. Invito ancora una volta tutte le forze politiche a lavorare nell’interesse della città, un invito rivolto soprattutto a quei giovani consiglieri che invece di sprofondare in vecchie prassi dovrebbero portare, anche con posizioni politiche diametralmente opposte, contributi di freschezza, progettualità e rinnovamento della politica».

Sicurezza e legalità Sul caso interviene anche Sicurezza e legalità, il movimento di Giovanni Ceccotti. «Non è il caso di abbassare la guardia, anche alla luce dei numerosi allarmi lanciati da tutti gli organismi giuridici comunali, regionali e nazionali, non ultima la presidente Rosy Bindi nel recente incontro a Perugia. Non è questo il modo né il momento di abolire tale importante strumento volto a controllare e prevenire fenomeni di corruzione ed infiltrazione, anche mafiosa, nell’ambito delle pubbliche amministrazioni».

Twitter @tulhaidetto

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