Finisce pure da Barbara D’Urso il sindaco di Terni Leonardo Latini che, per arginare il reato dello sfruttamento della prostituzione, in certe vie della città ha vietato, con ordinanza, abiti indecorosi. Ospite di Pomeriggio cinque, il primo cittadino è stato facile bersaglio di polemiche, che già non sono mancate, soprattutto da parte di vari esponenti politici. Interpellato in diretta tv, venerdì, in collegamento dall’esterno della sede municipale, si è difeso dicendo: «Quelle parole vanno contestualizzate e sia chiaro che non ho vietato a nessuno la minigonna e le scollature come ho letto su alcuni titoli di giornale». «Ho capito – ha replicato la conduttrice – ma allora l’abbigliamento indecente quale sarebbe?». Troppo caos e clamore, il vespaio di reazioni tra chi definisce il provvedimento ridicolo e chi anacronistico, non consentono in verità al primo cittadino di dire molto altro. Nel frattempo Pomeriggio Cinque ha dato modo alla città di esprimersi, restituendo una Terni divisa tra favorevoli e contrari. Una donna al microfono della trasmissione osserva: «Se fossi in una delle vie indicate nel provvedimento, sarei già ‘fuori ordinanza’».
Prostituzione, a Terni ordinanza anti-minigonne e il sindaco finisce dalla D’Urso
