La Liberazione dell’Italia dal Nazifascismo è di tutti. Ma ognuno la interpreta a modo suo. Quando il discorso di un rappresentante delle istituzioni suscita mugugni di dissenso e frasi tipo’ Può ingannare gli elettori, non la storia’, è più evidente che mai. È successo a Terni, in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, per le quali, è emerso da indiscrezioni, in fase autorizzativa è arrivato all’Anpi e alla banda musicale il veto sull’esecuzione di ‘Bella ciao’, in quanto porta lo stesso nome una delle liste elettorali per le amministrative. «Allora non cantiamo neppure ‘Fratelli d’Italia’» avrebbero replicato dall’Associazione partigiani. «Ma quello è l’inno nazionale», la pronta risposta. E così, senza accompagnamento musicale, a cantare più e più volte Bella ciao, ci hanno pensato un gruppo di ‘Ostinatamente antifascisti’ che hanno preso parte alle celebrazioni.

LA PASSEGGIATA ANTIFASCISTA DI SABATO 22 APRILE

Terni 25 aprile La cerimonia iniziata nella sala consiliare del Comune alle 10.30, è stata estremamente partecipata; non sono mancati i candidati sindaco, fatta eccezione per Silvia Tobia di Potere al popolo che ha aderito alla manifestazione di Sentieri Partigiani. Presenti numerosi aspiranti consiglieri e parte della giunta Latini. A proposito di autorizzazioni, il programma della mattinata prevedeva che il gonfalone del Comune di Terni giungesse fino alla rotonda dei Partigiani, ma le istituzioni hanno deciso di lasciare il corteo dopo la deposizione della corona in piazza della Repubblica. 

Gentiletti con la fascia tricolore Così, ironia della sorte, a indossare la fascia da sindaco per l’ultimo tratto, è stato il consigliere di Senso civico, non ricandidato, Alessandro Gentiletti; un esponente della minoranza. Del resto è pur vero che di alleati politici non sembra averne più l’avvocato Latini; quindi tanto vale farsi rappresentare da un collega di toga. Per Gentiletti un sussulto di gloria prima di dire addio alla prima esperienza da consigliere, che non è detto sia l’ultima, visto che non vuole abbandonare la politica. «Vedere tante persone questa mattina celebrare la Liberazione – ha detto Gentiletti – è stato emozionante. Che tante candidate e candidati siano venuti è segno di fiducia e speranza per il rinnovamento che attende la nostra città. I valori della Resistenza sono i valori che hanno fatto grande Terni e sapranno rinnovarla. Onorato di aver accompagnato il nostro Gonfalone e rappresentato l’amministrazione comunale e il sindaco Latini nell’ultima parte delle celebrazioni di oggi. Lasciamo un’eredità importante a chi viene dopo di noi. Nello scontro, anche acceso, non deve mancare mai il rispetto e soprattutto l’unità per le cose più grandi di noi. Viva la Resistenza, viva l’antifascismo».

Bella ciao Un certo imbarazzo, per la scelta delle istituzioni di disertare l’ultima parte della cerimonia ha quindi caratterizzato le battute finali della mattinata dopo l’appello all’unità avanzato da più parti in sala consiliare. «La memoria condivisa – ha detto in un delicato passaggio una rappresentante dell’Anpi -, è impossibile perché abbiamo probabilmente vissuto sofferenze diverse, ma sulla condivisione dei valori ci siamo e dobbiamo esserci». Sulla mancata esecuzione di Bella ciao non manca di intervenire Rifondazione comunista: «Fatto curioso – commenta il capolista di Bella ciaio Lorenzo Carletti -, forse figlio di un’imposizione da parte dell’amministrazione comunale a causa del richiamo alla nostra lista.  Se così fosse sarebbe un fatto di inaudita gravità. Sarebbe altrimenti retorico chiedersi perché, visto che non rinunciamo, con orgoglio a rappresentare l’inno di Mameli come tratto di unificazione nazionale e rappresentazione dell’appartenenza nazionale, seppure forze che nulla hanno a che fare con il principio repubblicano, hanno tratto da quel prezioso testo il proprio nome politico».

Liberazione E sulla giornata, diversi altri sono intervenuti dal centrosinistra: «Chi tenta di equiparare chi ha combattuto per la supremazia della razza con chi ha combattuto per libertà e democrazia non è degno di rappresentare le istituzioni – ha detto l’aspirante primo cittadino Claudio Fiorelli (M5s) -. Se sarò sindaco, con l’amministrazione del Polo alternativo torneremo a celebrare dignitosamente e senza revisionismi chi ha combattuto per liberare la nostra città e la nostra nazione, lottando dalla parte giusta della storia. Scandaloso – ha aggiunto Fiorelli – l’abbandono delle celebrazioni del 25 aprile da parte della presidente Tesei per andare a prendere il caffè. Una scelta politica imbarazzante ma perfettamente coerente con la narrazione revisionista volta ad equiparare il fascismo delle leggi razziali con l’antifascismo dei Partigiani, eliminando la parola Resistenza».

Antifascismo «Per Terni – ha detto il candidato sindaco Josè Maria Kenny – il 25 Aprile del 1945, ha rappresentato un passaggio cruciale e fondamentale nella formazione della coscienza civile e politica popolare della Città, che si colloca a cavallo fra gli avvenimenti del Giugno 1944 ed il Referendum del 2 Giugno 1946 (che a Terni ed in Umbria ebbe un risultato formidabile per l’opzione repubblicana) per l’affermazione di un sistema istituzionale e politico democratico e repubblicano. Terni fu liberata dell’occupazione nazifascista il 13 Giugno 1944, quando le truppe Alleate – Militari Scozzesi ed Indiani sotto comando Inglese – entrarono in Città accolti dal Comitato di Liberazione Nazionale. Una Città devastata e distrutta da più di 100 bombardamenti con oltre 1000 morti fra la popolazione civile urbana. Tra il 13 ed il 14 Giugno 1944 fecero il loro ingresso i Partigiani della Brigata Gramsci tra i segni più evidenti del disastro compiuto da una guerra combattuta, fino a quel momento, dalla parte sbagliata della storia. L’antifascismo è alla base della Costituzione Repubblicana, inseparabile dalla Democrazia italiana, il valore fondante della nuova Europa».