A sette anni dall’approvazione del progetto preliminare, a Ponte San Giovanni è stata inaugurata giovedì la nuova ‘casa’ del Comune di Perugia. Un polo, quello di via Cestellini, che racchiude funzioni sociali e culturali e che è stato chiamato «Euliste», che secondo il mito è stato il fondatore di Perugia. Nella nuova ‘casa’ troveranno post le sedi dell’Urp, della polizia locale, dell’Ufficio di cittadinanza, della biblioteca comunale e di un centro Digipass, oltre a spazi per ospitare mezzi e attrezzature. A caratterizzare l’edificio sono i fronti vetrati che richiamano – come è stato spiegato giovedì – la concezione della pubblica amministrazione come «casa di vetro, trasparente e accessibile alla cittadinanza».
IL PROGETTO DI RECUPERO DEI PALAZZONI
La nuova ‘casa’ Al taglio del nastro oltre al sindaco Andrea Romizi hanno partecipato gli assessori Otello Numerini, Edi Cicchi e Leonardo Varasano, dirigenti del Comune, consiglieri e il parroco don Antonio Sabatini. La realizzazione della struttura ha permesso di dismettere vecchie sedi in affitto e di risparmiare circa 130 mila euro all’anno mentre altre economie, ha spiegato Numerini, arriveranno dalla ottimizzazione della gestione dei contratti di fornitura e di alcuni servizi. «Alti» sono stati definiti i livelli di efficienza energetica, con pannelli fotovoltaici che arriveranno in futuro grazie alle risorse del Pinqua (il Piano nazionale per la qualità dell’abitare), con il quale saranno riqualificati i palazzoni abbandonati e l’area centrale del quartiere.
I PROGETTI PER L’AREA CENTRALE DI PONTE SAN GIOVANNI
L’inaugurazione «Al tempo del mio primo mandato – ha detto Romizi – abbiamo avviato la messa in sicurezza del bilancio comunale. Abbiamo pensato di spendere non di meno, ma diversamente con l’obiettivo di recuperare spazi di bilancio da dedicare ai territori e a interventi di manutenzione comprensibilmente attesi e richiesti. Con questo obiettivo abbiamo operato in vista di una riqualificazione della spesa con un’attenzione speciale per ogni voce di costo». «Nel 2014 – ha aggiunto – il Comune spendeva circa 3 milioni di affitti e oggi, con iniziative come quella appena inaugurata ma anche altre, quale la ristrutturazione dell’ex convento di Monteluce di proprietà comunale, andiamo ad attestarci attorno ai 700 mila». Ricordando poi i progetto del Pinqua e il laboratorio aperto ai cittadini che sarà gestito dall’Università tra aprile e maggio, Romizi ha invitato i residenti a partecipare e dire la loro.
PONTE SAN GIOVANNI, VIA AI LABORATORI DELL’UNIVERSITÀ
Punto strategico «Ponte San Giovanni, che conta 20 mila abitanti ed è un punto strategico dal punto di vista della viabilità – ha detto Numerini – meritava questo Centro civico, primo di una serie di interventi volti a rendere l’area centrale del quartiere fruibile, bella e sostenibile». Per Cicchi «l’accorpamento di questi uffici avrà infatti un duplice effetto positivo: da un lato, eviterà la dispersione consentendo al cittadino di trovare in un unico luogo tutte le risposte che cerca; dall’altro, favorirà una più efficace collaborazione tra gli uffici, che spesso si devono interfacciare per venire incontro alle esigenze dell’utenza». «Il sindaco – ha spiegato poi Varasano – ha infatti avuto un’intuizione intelligente: ricreare punti di ritrovo, piazze e fulcri dei singoli territori della città. E ora Ponte San Giovanni può riconoscersi in questo centro di comunità. Biblionet, poi, è un tassello importante del nostro sistema bibliotecario, che si rinnova e apre i battenti offrendo anche un luogo di ritrovo sicuro per bambini e famiglie».


