lavoratori Mazzoni in protesta (Foto F.Troccoli)

di Maurizio Troccoli

Gestiscono le reti Telecom sul territorio umbro, ma il nuovo bando di gara ha visto assegnare la gestione e la manutenzione delle infrastrutture «ad una azienda esterna». La logica – stando a quanto dichiarato dai lavoratori e dai sindacati che tutelano le maestranze della Mazzoni – sarebbe quella del «massimo ribasso». E nella concezione del risparmio si finisce quindi per mettere a rischio altri trenta lavoratori, che si sommano alle centinaia di lavoratori umbri senza più occupazione. Oggi denunciano non soltanto la non disponibilità dell’azienda aggiudicatrice ad assorbire le maestranze locali, ma il rischio di uno scivolamento al ribasso della qualità dei servizi. Ecco la riedizione di una scena già vista, quella di aziende esterne al territorio umbro che si aggiudicano servizi che riguardano diritti dei cittadini di rilevante importanza, come quelli della comunicazione, le quali pur di rientrare nella logica del massimo ribasso si guardano bene dall’impegnarsi sui lavoratori e quindi sulla qualità delle prestazioni fin qui eseguite. Almeno è questo il senso del messaggio che gli operatori della Mazzoni hanno voluto affidare nelle mani della presidente della Regione Catiuscia Marini.

La delegazione dalla presidente La presidente  Marini, ha ricevuto questa mattina (lunedì 7 marzo) a palazzo Donini,  «una delegazione dei lavoratori dell’azienda “Mazzoni”, che la Telecom ha recentemente escluso da una gara per l’affidamento dell’appalto di gestione e manutenzione delle linee nelle province di Perugia e Terni, mettendo così a rischio il posto di lavoro di decine di operai, esprimendo solidarietà agli operatori della nota azienda», è scritto in un comunicato della Regione.

«Condivido, faremo il possibile» «Condivido le vostre proteste e le vostre preoccupazioni – ha detto – e posso assicurarvi che la Giunta regionale farà tutto quanto è possibile affinché le vostre giuste rivendicazioni trovino risposte adeguate».

La clausola di salvaguardia Le organizzazioni sindacali – hanno spiegato i lavoratori alla presidente Marini – da tempo chiedono a Telecom di inserire una precisa clausola a salvaguardia dei lavoratori impiegati affinché nel caso di aziende aggiudicatrici di opere fuori dal loro territorio di origine, siano comunque impegnate ad utilizzare le maestranze locali.

«Scriverò al presidente Telecom» Nel condividere tale richiesta, la Presidente ha comunicato alla delegazione dei lavoratori che scriverà una lettera al presidente di Telecom sia per sottoporre alla sua attenzione il caso dell’azienda Mazzoni, sia la specifica richiesta di prevedere clausole che prevedano il subentro dei lavoratori nella società appaltante.

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