Si è concluso con un grande successo di pubblico e di contenuti il convegno «Scienza e fede per la cura della casa comune», tenutosi venerdì e sabato nella città di San Francesco. L’evento, organizzato dal Cortile di Francesco con il coordinamento scientifico di Arpa Umbria e Safa, ha visto la partecipazione di istituzioni, studiosi e personalità del mondo giuridico, scientifico e religioso, offrendo un’occasione di confronto sui temi della tutela ambientale e della sostenibilità.
Il convegno La seconda giornata del convegno, coincidente con la Giornata mondiale dell’Acqua, si è aperta con l’intervento del commissario straordinario di Arpa Umbria, Massimo Perari, che ha sottolineato l’importanza dell’acqua come risorsa fondamentale, ricordando le parole di San Francesco nel Cantico delle Creature. A portare il saluto della Regione, la presidente Stefania Proietti, che ha ribadito il valore del contributo scientifico delle Agenzie regionali di protezione ambientale nel supporto alle politiche ambientali.
Gli interventi La giornata è stata scandita da due tavole rotonde di rilievo. Nella prima, i direttori delle Agenzie di diverse regioni italiane hanno discusso delle fonti di finanziamento, del rapporto con il sistema sanitario e della gestione dei dati ambientali. La seconda, dedicata agli aspetti giuridici della tutela ambientale, ha visto tra i relatori la presidente della Corte suprema di Cassazione Margherita Cassano, il procuratore generale della Repubblica di Perugia Sergio Sottani e il presidente di Ispra Stefano Laporta. Cassano ha proposto una riflessione sul ruolo della Costituzione nella protezione dell’ambiente, ricordando che «spesso si tende a delegare i nostri doveri al legislatore e agli istituti giuridici di controllo e repressione, abdicando il ruolo che ognuno di noi dovrebbe svolgere». Il suo intervento si è trasformato in una vera e propria lectio magistralis, molto apprezzata dalla platea.
Cambiamento climatico A chiudere la mattinata è stato Antonello Pasini, fisico climatologo del Cnr, con una lezione sulla comunicazione della crisi climatica. «Prendere coscienza del cambiamento climatico spetta all’uomo: è il primo passo per poter fare qualcosa», ha affermato Pasini, evidenziando la necessità di una transizione ecologica basata sulla consapevolezza e sulla comunità.
Visione Parallelamente al convegno principale, presso la sala stampa del Sacro Convento, si è svolto l’incontro «Assisi 2025. L’acqua come strumento di dialogo e cooperazione tra i popoli», organizzato dal think-tank Ab Aqua. Tra gli interventi di spicco, quello di monsignor. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, che ha sottolineato la necessità di una nuova visione globale per affrontare le sfide ambientali: «Il problema di cui stiamo pagando le conseguenze è la totale assenza di visione. Grazie alle encicliche di papa Francesco nasce una nuova concezione: come già diceva Aristotele, la città si fonda sull’amicizia, non sulla legge». Fra Marco Moroni, Custode del Sacro Convento, ha invece ricordato il valore dell’acqua come bene comune, riprendendo le parole del Cantico delle Creature: «Occorre fare tutto il possibile perché l’acqua non ricada nelle mani di pochi e, quindi, perché sia davvero a servizio di tutti».
I lavori Nel pomeriggio, i lavori sono proseguiti con tre tavole rotonde: la prima dedicata alla gestione delle bonifiche ambientali, la seconda incentrata sull’acqua come risorsa da preservare e la terza sulle nuove tecnologie per un futuro sostenibile, con la partecipazione del Premio Nobel per la Fisica Shuji Nakamura.
Il concerto La manifestazione si è chiusa con il concerto di Angelo Branduardi nella Basilica Superiore di San Francesco, evento che ha segnato la data zero del nuovo tour del cantautore, «Il Cantico», ispirato al Cantico delle Creature. La Basilica gremita ha accolto l’interpretazione dell’album L’infinitamente piccolo, rivisitato per l’occasione, in un’atmosfera suggestiva e intensa. Fra Giulio Cesareo, direttore dell’Ufficio comunicazione del Sacro Convento, ha sottolineato l’affinità tra la musica di Branduardi e la spiritualità francescana: «Angelo si è lasciato ispirare dalla musica dei trovatori medievali, mentre Francesco amava definirsi giullare di Dio. Forse questa “parentela” è stata anche una delle chiavi del successo internazionale de L’infinitamente piccolo».













