«La sostenibilità è il faro che ha illuminato le nostre iniziative e quelle di tante imprese associate che, progressivamente, hanno visto in essa un nuovo modo di gestire e di intendere il ruolo dell’impresa». Questo il tema centrale della relazione del riconfermato presidente della sezione ternana di Confindustria Riccardo Morelli che, davanti a una platea di associati e istituzioni locali, ha riservato parte del discorso al rilancio del polo chimico verso la bioeconomia circolare, con ammodernamento delle infrastrutture comuni del sito, non senza auspicare una soluzione per Treofan che sia coerente con questa mission e incalzando contestualmente la nuova di proprietà di Acciai speciali Terni (Arvedi) a compiere gli investimenti annunciati, purché ciò avvenga in un percorso di transizione graduale, sostenibile appunto. E a tal proposito come esempi positivi ha citato i progetti in corso di attuazione in Alcantara e Tapojarvi. Ma il presidente ha soprattutto suonato la sveglia alla politica rispetto alla crisi energetica: Il consumo annuo di gas naturale nella provincia di Terni è pari a 171 milioni di metri cubi, mentre in quella di Perugia è pari a 90 milioni (energia: l’industria ternana consuma 1525 Gwh; quella perugina 1.110) e nonostante l’attiva partecipazione delle stituzioni per ovviare al problema, molte aziende hanno difficoltà a siglare i contratti di gas ed elettricità per il 2023. È urgentissimo superare le resistenze che ancora ci sono in Ue sul tetto al prezzo del gas».
Riforme Tra le intuizioni portate avanti da Confindustria, Morelli ha richiamato ‘Urban Regeneration’ che sul territorio ha portato all’abbattimento di 42.000 tonnellate di CO2, nonché una riduzione del 60% del consumo energetico per l’illuminazione: «Il progetto coinvolge oggi circa 30 imprese, orientate a perseguire obiettivi di sostenibilità collegati all’Agenda Onu 2030, promuovendo una rigenerazione urbana, produttiva e sociale. Il prossimo traguardo è dare vita al primo distretto italiano della sostenibilità, dell’economia circolare e della rigenerazione urbana; certificarlo e redigere il primo Bilancio italiano di sostenibilità di distretto.». Quanto al prossimo Governo, Morelli si augura che sia in grado di attuare riforme incisive, stabilità finanziaria e crescita coesa: «È necessario – dichiara il Presidente Morelli – ridurre il Cuneo fiscale nella sua componente contributiva, in modo da aumentare il potere d’acquisto dei salari e ridurre il costo del lavoro. La proposta comporta un intervento di 16 miliardi, per due terzi a vantaggio dei lavoratori sotto i 35 mila euro. L’attuazione del Pnrr inoltre è essenziale per la modernizzazione del Paese, di conseguenza anche per l’Umbria e Terni. I progetti del Pnrr che riguardano la regione Umbria sono molti e ammontano a circa 1 miliardo e mezzo di euro, riguardando specificamente opere infrastrutturali, la mobilità, la sanità, la ricerca e l’innovazione».
Confindustria Terni In conclusione, non senza citare le recenti parole di Papa Francesco ed esosrtando gli associati a guardare al futuro con fiducia, Morelli ha elencato quelli che a suo modo di vedere sono i cinque pilastri sui quali Terni deve poggiare la propria storia industriale e di sviluppo: multinazionali e grandi imprese, perché portano innovazione, modelli organizzativi performanti, cultura manageriale e connessioni internazionali; le Pmi, un tessuto che ha dimostrato grande resilienza e capacità competitiva, esprime vere e proprie eccellenze, che vanno aiutate con misure specifiche per crescere e ad evolvere; il terzo pilastro riguarda la conoscenza ed il trasferimento tecnologico: «Si sta costruendo a Terni una piattaforma di ricerca articolata nei vari centri esistenti». Il quarto è rappresentatp da competenze, saperi, abilità professionali; il quinto pilastro, infine, sono le infrastrutture: «Bretella San Carlo e piastra logistica due su tutte».
