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sabato 28 gennaio - Aggiornato alle 11:05
Treofan

Liquidatore Treofan: «Hgm unica proposta al MiSe», Gherardi: «Presto offerta da Istanbul»

Reindustrializzazione, Varazi: «Mai negato accesso al sito», la replica: «Noi stoppati». Tesei fermata ai cancelli del polo chimico

di Mar. Ros.

Salvo complicazioni o colpi di scena, approderà sul tavolo del ministro Giorgetti una seconda proposta di reindustrializzazione per la Treofan di Terni, alternativa a quella di Hgm. Secondo quanto si apprende, già la prossima settimana dovrebbero arrivare notizie dettagliate da Istanbul. Lavoratori e sindacati vogliono vederci chiaro e non perdere l’occasione di valutare tutte le possibilità in campo, al fine di scegliere consapevolmente la soluzione ritenuta più idonea alle prospettive industriali del polo chimico di Terni, ma l’ultima parola non spetta a loro.

I tavoli ministeriali I soggetti in questione sono diversi: il ministero dovrebbe fare da cabina di regia (e almeno sulla carta questo rappresenta una garanzia per le parti sociali); Jindal pensa a fare i propri interessi tra rischi, opportunità, concorrenza e obblighi e si è affidata al liquidatore Filippo Varazi; i player in lizza sono interessati all’affare di un investimento che si dice possa essere a prezzo simbolico e ciascuno ha le proprie ragioni per slanciarsi nell’iniziativa o mettersi in mostra da posizioni defilate; poi c’è l’advisor nominato allo scopo di suggerire le proposte più credibili; e ci sono le organizzazioni sindacali e le istituzioni locali chiamate a fare l’interesse dei lavoratori e più in generale quello del tessuto economico e sociale del territorio (anche a fini di consenso). E allora ecco che, in questo intricato meccanismo di interessi, fioriscono alcune tensioni. Emergono per esempio con tutta evidenza le frizioni tra il liquidatore e la cosiddetta cordata Gherardi.

Varazi irritato Una lettera trasmessa poche settimane fa alle segreterie nazionali dei sindacati del settore chimico ha costutuito la prova ufficiale, nel corso dell’ultimo tavolo ministeriale, dell’interesse di un altro player, oltre a quello ormai noto di Hgm, per la reindustrializzazione di Treofan. La stessa lettera, inoltrata a Filctem, Femca, Uiltec e Ugl chimici, a nome e per conto del ternano Paolo Gherardi di Ghepaplast, sarebbe stata poi inoltrata dal liquidatore Varazi alle forze dell’ordine. Lo riferisce a Umbria24 il diretto interessato, spiegando come non abbia digerito alcune accuse, rivolte alla sua persona e al suo operato, contenute nella missiva. In particolare spiega: «Non posso accettare che si dicano falsità sul mio conto. Io non ho mai negato a nessuno l’accesso al sito Treofan e se il soggetto in questione ha effettuato il sopralluogo solo alcuni giorni fa è perché solo adesso ne ha fatto richiesta».

La replica «Le cose non stanno proprio così – replica Gherardi sollecitato da Umbria24 -. A febbraio infatti – racconta il ternano – l’iniziativa di cui mi ero fatto promotore, era stata stoppata, tramite mail dell’advisor Arca partners ‘per trattative ormai a uno stato molto avanzato’ con un soggetto del quale non conoscevo il nome né il settore di attività. Qualche tempo dopo – prosegue – appreso come si trattasse di una realtà che nulla aveva a che fare con la chimica, per il bene e l’affetto di lunga data che mi lega a Treofan e alla sua storia industriale, nonché per il rischio che il polo chimico corre nel caso perdesse altre realtà produttive operanti al proprio interno, ho ripreso a interessarmi della questione, in qualità di intermediario, per conto di una multinazionale turca attiva nella produzione di film plastico della quale sino ad allora non avevo fatto il nome. Dal consulente mi è stato quindi risposto che perché la manifestazione d’interesse fosse presa in considerazione avrei dovuto coinvolgere direttamente la società industriale in questione che peraltro – spiega – non rappresenta un diretto concorrente di Jindal, perché il prodotto pur essendo destinato allo stesso mercato dell packaging alimentare, presenta diverse caratteristiche. Ecco perché solo di recente si ritiene sia stata effettivamente formalizzata la richiesta di accesso agli impianti, ma non è certo il primo tentativo concreto».

Liquidatore Jindal attacca Nel corso della conversazione con Umbria24, apparendo piuttosto irritato per le notizie circolate negli ultimi giorni, Varazi riferendosi a Gherardi però denuncia: «Le trattative sono in corso da un anno, ma le società che dovrebbero trainare l’operazione sono via via diverse, come il progetto ipotizzato. Gherardi – aggiunge -, e l’ex liquidatore Ettore Del Borrello (firmatario della lettera di manifestazione di interesse in questione), conoscono benissimo lo stabilimento». Come a dire che non vi sarebbe stata neppure la necessità di aprire loro le porte; ma del resto, a dare corpo all’operazione, si dice ci sia una società turca, quindi non tutti i coinvolti sono frequentatori del polo chimico. «Proprio per essere preso in considerazione dal liquidatore – dichiara a questo proposito Gherardi – ho incaricato lo studio del dottor Del Borrello di preparare la lettera con formale istanza e così ho ottenuto l’apertura delle porte del sito». Quanto alle modifiche, ai piani e ai soggetti in campo, nel corso dei mesi, Gherardi si difende: «Respingo tale ricostruzione. Varazi prima di alcuni giorni fa, quando è avvenuta la visita in fabbrica, non era a conoscenza del nome dell’azienda per la quale sto lavorando». Il ternano di Ghepaplast riferisce anche che sarebbe in grado di provare la sua versione dei fatti, rimettendo in fila lo scambio di mail avuto con Arca partners.

Il MiSe Al ministero, con l’impegno dichiarato anche dalle istituzioni locali di sgomberare il campo dal dubbio che altre proposte non siano state prese in considerazione, le parti hanno intanto preso tempo anche se Varazi venerdì mattina parla della soluzione nel settore telecomunicazioni come fosse la sola percorribile. Ufficialmente dichiara: «Ad oggi, quella di Hgm, è l’unica proposta presentata». Alla richiesta di informazioni sul sopralluogo ulteriore che questa stessa società avrebbe fatto giovedì mattina, il liquidatore Treofan ribadisce: «Hgm ha già presentato una proposta e ad oggi è l’unica». Resta il fatto però che un piano industriale dettagliato non c’è ancora, pur essendo considerata ‘avanzata’, già lo scorso febbraio, la trattativa tra Jindal e Hgm. Tenuto comunque conto del recente tour degli industriali intenzionati a riavviare la storica produzione di film di polipropilene, a una seconda offerta sul tavolo dello Sviluppo economico non dovrebbe mancare molto. Gherardi conferma: «Il tempo indicatomi dal giorno della visita, alla quale hanno preso parte due soci di minoranza giunti da Istanbul e il figlio del numero uno dell’azienda dal Canada, dove risiede il titolare è di una settimana circa».

Treofan Terni A questo punto è bene ricordare come, dichiarazioni della vice al MiSe Alessandra Todde a parte, la linea tracciata dalla cabina di regia romana è quella di fare il punto su tutte le proposte in campo e approfondire quelle ritenute congrue. Con tutte le perplessità del caso e il freno tirato davanti ai facili entusiasmi, solo alla lettura di piani industriali dettagliati, i sindacati, così come Comune e, Regione e Governo, saranno probabilmente in grado di esprimere valutazioni consapevoli. Il numero di lavoratori stimato per l’occupazione non potrà certo essere l’unico criterio di giudizio; il settore di riferimento, le professionalità richieste, i tempi di formazione del personale e realizzazione del progetto, i fondi a disposizione e l’utilizzo, la conversione o lo smantellamento dei macchinari in fabbrica, nonché l’integrazione con gli altri siti del polo chimico e la funzionalità al compimento della promessa Sustainable valley, saranno tutti punti meritevoli di approfondimento. Intanto nei giorni scorsi la presidente umbra Tesei ha incontrato i vertici Novamont e avuto l’occasione di toccare con mano le criticità di piazzale Donegani. All’uscita proprio i lavoratori Treofan l’hanno fermata per un confronto; la governatrice, rimandando all’assessore Fioroni per maggiori approfondimenti, ha garantito di lavorare per la vicenda in questione. IL VIDEO

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