di Enzo Beretta
Niente da fare. Non ci sono proprio i tempi per inserire il nome di Luis Suarez nella lista da consegnare all’Uefa e affiancare il centravanti del Barcellona a Cristiano Ronaldo per un attacco delle meraviglie col quale sferrare l’assalto alla Champion’s league con la maglia della Juventus. È tutto inutile. La dead-line è il 6 ottobre. Questione di pochi giorni ma non ci sono materialmente le ore per il tesseramento del calciatore, che per giocare in bianconero da comunitario avrebbe dovuto superare l’esame di lingua italiana. In più ci sono i certificati penali da rinnovare in Spagna. E pensare che l’avvocato Maria Cesarina Turco, per la quale recentemente la Procura di Perugia ha chiesto il proscioglimento, gliel’aveva pure spiegato al collega Chiappero. Parere negativo. Lo sa Cherubini, lo sa Paratici, spiega lei. «Il mandato era ‘verificare se ragionevolmente si poteva fare entro il 6’. Non si può fare? Chiusa la situazione».
«Sessione straordinaria» I contatti con l’Università per Stranieri intanto ci sono già stati, la «sessione straordinaria» per l’esame del Pistolero è fissata al 17 settembre 2020 (doveva essere il 22). Turco non sapeva con quale motivazione fosse stata istituita una sessione poi risultata «ad personam» nell’ambito di una prova «farsa». Picchia il sole quando il compagno di squadra di Lionel Messi scende dal macchinone e, in piena pandemia, riesce a farsi largo tra la folla per raggiungere l’aula d’esame. Poi abbassa la mascherina e pronuncia quella frase che lascia incantata la commissione: «Bambino porta co-cu-mel-la». Sotto le luci al neon cala un brevissimo silenzio di stupore. La scena comica diventa rapidamente surreale quando l’uruguaiano viene promosso.
L’interrogatorio Stando a quanto raccontato dal legale della Juve che un mese fa è venuta a difendersi in udienza preliminare – la Procura la riteneva responsabile di essere concorrente morale e istigatrice di un falso ideologico, ora, con la richiesta di non luogo a procedere, non più – la notizia dell’esame a Perugia viene appresa leggendo le news sul telefonino pubblicate da Mediaset Sport. L’esame d’italiano? Turco, difesa dall’avvocato Franco Coppi, va al cuore del discorso: se Suarez studia lo passa, se non studia lo bocciano. Semplice. Zero contatti tra lei e il calciatore, il tramite è l’avvocato spagnolo di un importante studio di Barcellona. Davanti a un’insalata i vertici della Juve preferiscono l’Università per Stranieri di Perugia a quella di Siena per sostenere l’esame di certificazione.
L’INTERROGATORIO DELL’EX RETTRICE GIULIANA GREGO BOLLI
La preparazione all’esame «Voglio che le cose siano corrette e vengano fatte bene», ripete la Turco come un mantra. «Sia dal punto di vista formale che sostanziale, se Suarez studia passa l’esame, se non studia non passa l’esame. E poi se studia non gli fa male, tanto in futuro questa cosa la dovrà fare se ha una moglie oriunda». Turco intrattiene un paio di telefonate con il dg dell’Unistra, Simone Olivieri, col quale si lascia scappare una frase che desta più di qualche sospetto verso chi indaga: «Bisogna fargli una roba da principianti». Dubbi sulla scarsa conoscenza dell’italiano di Suarez ci sono sempre stati: qualche lezioncina d’italiano perciò potrebbe tornare utile. Chi può sapere se quell’estate, tra un selfie sulle poltroncine di qualche yacht e un tuffo in piscina il bomber che Pavel Nedved voleva portare a Vinovo studia oppure no? Il numero di una prof per qualche ripetizione viene fatto arrivare a destinazione. «Non mi preoccupavo se Suarez studiasse o meno, non avevo idea se il giocatore si impegnasse, se fosse uno furbo o fosse uno scemo».
L’INTERROGATORIO DEL DG DELL’UNIVERSITÀ SIMONE OLIVIERI
«Non lo prendiamo più» La strada della deroga all’Uefa per il tesseramento è in salita, quando a Torino ci si accorge che non ci sono i tempi Turco spiega: «Non partecipavo alle lezioni online e non so dire come andava avanti questa preparazione. In quel momento, oltretutto, mi pare che avessimo già detto basta… L’esame? Non l’ho annullato io, se voleva, il ragazzo, poteva andare avanti con il corso. Noi abbiamo detto ‘no’ alla Juve, lui poteva continuare, sostenere l’esame è stata una scelta personale del ragazzo». E quando l’avvocato amministrativista della Juve legge in mail che Suarez si era iscritto all’esame del 17 la Turco risponde lapidaria: «Non lo prendiamo più».
L’INTERROGATORIO DELLA PROFESSORESSA STEFANIA SPINA
«Le gambe reali di Suarez» Turco – è emerso in aula – ha detto di non sapere che l’allora segretario generale della Juve, Maurizio Lombardo, si stava muovendo con il Consolato di Barcellona: in fondo, gestire contratti, occuparsi di calciomercato e coltivare rapporti con le ambasciate è il suo lavoro. Le sfuggono i contatti del dirigente Paratici col ministro Paola De Micheli: si limita a dire che servivano a capire le procedure e che ci sono arrivati partendo dal numero fisso di un ufficio di cancelleria. Donna decisa, la Turco: «Suarez? Come fa correre le sue gambe reali per giocare nel Barça viene a Torino se intende dare l’esame. Nessun privilegio, venga trattato come un Mohamed qualsiasi che arriva con lo scafo».
In aula Si torna in aula il 12 luglio, giorno in cui il giudice Natalia Giubilei valuterà se rinviare a giudizio l’ex rettrice Giuliana Grego Bolli, il dg Simone Olivieri e la professoressa Stefania Spina, lasciando l’avvocato della Juve (che innegabilmente ha chiesto l’esame, forse senza sapere della forzatura per anticipare la sessione) completamente fuori dal processo.
