Il Cup del Santa Maria di Perugia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Daniele Bovi

Quasi sette milioni e mezzo di euro, più di 58 mila prestazioni ambulatoriali e circa 35 mila interventi. Sono questi i numeri al centro del nuovo piano di smaltimento delle liste d’attesa, varato giorni fa dalla giunta regionale. Le risorse sono quelle della Legge di bilancio assegnate dal Governo alle Regioni con l’obiettivo di recuperare le prestazioni sospese o non erogate a causa della pandemia. Al centro del documento, che arriva dopo il piano varato alla fine di novembre, c’è in particolare un criterio: recuperare quanto prima gli interventi oncologici e quelli relativi ad altre patologie maggiori. Tre le categorie con maggiore priorità: ricoveri chirurgici programmati, screening oncologici e prestazioni ambulatoriali.

IL PIANO DI NOVEMBRE

Il piano Sul lato della domanda, nel piano si parla della necessità di un governo regionale delle liste d’attesa, del coinvolgimento di medici di famiglia e pediatri – tramite appositi accordi – a proposito dell’appropriatezza delle prescrizioni e anche degli specialisti per la presa in carico dei pazienti. Quanto all’offerta, invece, arriveranno piani aziendali ad hoc, obiettivi assegnati alle strutture, prestazioni anche in giorni prefestivi, festivi e in orari serali, assunzione di specialisti e anche un incremento del tetto di budget con i privati accreditati.

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IL TESTO DELLA CONVENZIONE

I Cup Prevista anche la riorganizzazione del Cup regionale «al fine di garantire le attività in modo più efficiente ed efficace». Per le prestazioni di primo livello ci sarà la modalità smartCup, con prescrizione attraverso ricetta elettronica e prenotazioni che quindi avverrebbero da remoto, per poi essere comunicate alle persone. Con il Cup di secondo livello invece avverrà la presa in carico dei pazienti per le visite di controllo e altre prestazioni prescritte dagli specialisti attraverso la piattaforma regionale. A essere coinvolte, infine saranno anche le farmacie.

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Interventi Partendo dai ricoveri, al primo gennaio andavano recuperati 2.856 interventi di classe 1 (chirurgia oncologica e interventi maggiori): quelli con priorità A sono quasi la metà e saranno recuperati tutti entro giugno, mentre quelli con priorità B (1.091) entro settembre; per tutti gli altri si parla di dicembre. Per quanto riguarda gli oltre 9.600 interventi di classe 2 invece (correlati a patologie di rilievo), un 70 per cento sarà recuperato entro dicembre mentre per gli oltre 12 mila di classe 3 (relativi a patologie di minore complessità) si parla del 60 per cento. Per i 10.277 interventi ambulatoriali invece il residuo alla fine dell’anno sarà del 45 per cento. Tirando una riga, entro l’anno l’obiettivo è quello di recuperare 22.300 interventi, 1.300 dei quali grazie ai privati. Per centrarlo, oltre ai privati si ricorre a sedute operatorie aggiuntive ed equipe di chirurghi itineranti, assunzioni o ricollocazioni di medici e infermieri.

Ambulatoriale Quanto alla specialistica ambulatoriale, la priorità sarà data al recupero delle prestazioni legate a malattie oncologiche, alle visite di controllo delle persone con cronicità, patologie rare o problemi relativi alla salute mentale. Le quasi tremila visite e analisi diagnostiche oncologiche arretrate andranno recuperate entro giugno, mentre 1.876 legate a follow up oncologici, cronici, salute mentale e patologie rare entro settembre. Le restanti 50 mila, di minor urgenza e complessità, saranno recuperate al ritmo di un 30 per cento ogni trimestre. Decisamente migliore è invece la situazione per quanto riguarda gli screening, dove l’Umbria non ha accumulato arretrati; gli unici problemi vengono rilevati a proposito dell’allungamento dei tempi di attesa per quanto riguarda il colon-retto. Tutto il piano sarà monitorato da Palazzo Donini ed è chiaro che il recupero sarà uno dei primi dossier sul tavolo dei nuovi direttori di ospedali e Usl, le cui nomine arriveranno a breve; per discutere di questo tema, lunedì è previsto un incontro di maggioranza.

Twitter @DanieleBovi

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