L'incontro tra le città candidate a Ravenna

La delegazione di Perugiassisi2019 – composta dal presidente della Fondazione Bruno Bracalente, il sindaco di Perugia Wladimiro Boccali e l’assessore alla Cultura del Comune di Perugia Andrea Cernicchi – ha incontrato sabato 14 aprile a Ravenna le altre città candidate al titolo di Capitale europea della cultura 2019. Al convegno Capitale europea della cultura: quale modello per l’Italia e per l’Europa? Ospiti, oltre alle due città umbre, le delegazioni delle città di Amalfi, Bergamo, Brindisi, Lecce, Mantova, Matera, Ravenna, Siena, Urbino e Venezia.

Il convegno, che si i è svolto alle Artificerie Almagià, si è articolato in due fasi con l’obiettivo principale di realizzare un tavolo di confronto – ad oggi il primo – tra le città italiane che, secondo gradi e modalità diverse, hanno espresse in questi mesi ed anni una volontà di candidatura. Una mattinata ricca di interventi in cui sono emersi i percorsi intrapresi dalle candidate fino ad oggi. Assente il ministro per i Beni culturali Lorenzo Ornaghi. Dopo il saluto del Sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci e del deputato al europeo Salvatore Caronna, il primo intervento è stato di Neil Peterson direttore di ‘International and Liverpool Welcome’, ‘Liverpool Culture Company’, che ha illustrato il progetto “Liverpool 2008″, descrivendo l’esperienza della città inglese e mettendone in evidenze aspetti, criticità e punti di forza. A seguire il contributo di Kathin Deventer, membro del gruppo strategico di “A Soul for Europe” e del giornalista e saggista Antonio Gnoli di Repubblica.

Nel primo pomeriggio invece si è tenuta la tavola rotonda moderata dalla giornalista e conduttrice Sky Ilaria Iacoviello con le delegazioni delle città candidate. Si è partiti dalla domanda che ha dato il tiolo al convegno fino ad arrivare quelle relative alle motivazioni e le scelte di intraprendere il percorso, sulle strategie messe in atto e su quelle già avviate per arrivare alla prima fase di selezione.

Il sindaco Boccali ha ricordato come Perugia e l’Umbria in generale abbiano già una dimensione europea e internazionale, dai grandi eventi – il Festival dei Due Mondi, Umbria Jazz, il Festival Internazionale del Giornalismo – ai luoghi di cultura e alla capacità avuta di renderli un volano per l’economia. «Una grande opportunità per la nostra città e per l’Umbria intera – ha ribadito – per cui lavorare tutti insieme. Soprattutto perché dall’attuale dibattito sulla crescita e lo sviluppo del nostro paese è purtroppo scomparso il tema delle città e della forza che può rappresentare per il paese quanto sistema, non solo come istituzioni ma come sistema di imprese portatrici di economia e innovazioni nelle città italiane. Perugia e Assisi – ha aggiunto – credono che in questo contesto si possa ricostruire una pianificazione strategica di nuovo millennio che coniughi il passato e la tradizione positiva con una dimensione internazionale della nostra terra. La nostra economia principale, quella della cultura, deve riuscire a trainare, come già sta facendo in tanti luoghi, tutti gli altri settori».

Si è ricordato come gli scopi, i criteri e le caratteristiche della competizione previste dal programma europeo necessitano di essere indagati in profondità, per far sì che il lungo percorso che porta all’assegnazione del titolo vada costruito con impegno e passione, utilizzando regole e strumenti all’insegna della trasparenza e della lealtà. Allo stesso tempo è stato sottolineato quanto sia importante che il tema della Capitale europea della cultura entri quanto prima nell’agenda pubblica nazionale e trovi lo spazio che merita nel quadro delle politiche italiane e nazionali.

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