di Daniele Bovi
La battuta migliore la fa un assessore che si avvicina ai giornalisti che assistono alla seduta del Consiglio regionale e sibila: «Visto? Locchi (Renato, il capogruppo pd, ndr) ha votato sull’articolo 18». L’articolo in questione era però uno dei tanti della nuova legge sul trasporto pubblico locale, approvata giovedì mattina, e non l’oggetto centrale della mozione targata Rifondazione e Italia dei Valori con la quale i due partiti chiedono al Consiglio di pronunciarsi a sostegno della norma. Nella riunione dell’ufficio di presidenza fissata per le 9, un’ora prima dell’inizio della seduta consiliare, la maggioranza sceglie di non discutere la mozione con una promessa: se ne parlerà entro aprile. Lo schema è stato quello visto nel corso degli ultimi giorni: da una parte Idv e Prc che chiedono l’inserimento della mozione nell’ordine del giorno con Pd e Psi che rispondono picche.
Stufara: segnale positivo Dal Pd, rafforzato anche dalla chiara e unanime posizione critica votata nell’ultima direzione nazionale, si fa notare che per una discussione compiuta si deve attendere un testo definitivo e si rivendica, con una nota del responsabile organizzazione Antonello Chianella, «una linea netta ed univoca: rivedere il disegno di legge di riforma del lavoro proposto dal Governo nella parte in cui nega la possibilità di reintegro per i licenziamenti di natura economica. Non accettiamo lezioni dai nostri alleati, impegnati a dipingere un Pd ondivago su un tema che ci vede da sempre in prima linea accanto ai lavoratori». Dal fronte Rifondazione si vede invece, per usare le parole del capogruppo prc Damiano Stufara, il bicchiere mezzo pieno e mezzo vuoto: «Mezzo pieno – commenta -, perché si avrà un pronunciamento in merito ad un’aggressione senza precedenti ai diritti e alla dignità dei lavoratori; mezzo vuoto, perché tale pronunciamento si sarebbe potuto averlo già oggi, con tutti i vantaggi che da ciò sarebbero derivati». Comunque sia rappresenta «un segnale positivo – dice Stufara – la disponibilità a discutere della materia in tempi brevi, quantunque mai così brevi come le circostanze invece richiederebbero».
Approvata mozione sull’acqua Nella seduta di giovedì è stata poi votata, e approvata, una mozione dell’Idv, poi sostenuta dal Prc, che punta a far eliminare agli Ati il 7% garantito in bolletta come «remunerazione del capitale». Diciannove i voti favorevoli, quelli della maggioranza alla quale si è unito il leghista Gianluca Cirignoni, cinque i voti contrari dell’opposizione e l’astensione del pidiellino Andrea Lignani Marchesani. In sostanza la mozione impegna la giunta regionale «a operare con la massima urgenza per ottenere l’applicazione del dettato del referendum sul sistema idrico integrato relativo alla eliminazione della voce del 7 per cento garantito come remunerazione del capitale investito, chiedendone l’attuazione agli Ati (Ambiti territoriali integrati) cui compete di fissare la tariffa, non procedendo ad alcun adeguamento delle tariffe della fornitura dell’acqua». Con lo stesso atto, si chiede all’esecutivo di «inserire strumenti partecipativi riconosciuti affinché la gestione del bene comune avvenga attraverso la partecipazione della rappresentanza cittadina e dei lavoratori, in quanto portatori di interessi diffusi e radicati nel territorio, di saperi e di conoscenze».
Idv: finalmente «Finalmente – commentano Brutti e Dottorini – l’Umbria ha detto chiaramente e a gran voce che l’acqua è un bene prezioso indispensabile e che come tale deve rimanere pubblico. Oggi il Consiglio regionale, con un voto a larga maggioranza, ha ribadito la volontà di dare piena attuazione al referendum che prevede di eliminare l’ingiusto balzello del 7 per cento applicato dai gestori alla bolletta. Ora occorre che i comuni e gli Ati prendano atto di questa determinazione e intervengano sulle aziende di gestione perché eliminino il 7 per cento dalle bollette, eliminando ogni speculazione economica su un bene comune non privatizzabile». Richiede poi interventi per «mitigare il rischio idrogeologico per la Rupe di Orvieto ed il Colle di Todi» la mozione di Pd e Psi approvata all’unanimià giovedì dal consiglio regionale. Il documento è stato votato anche dalle opposizioni a seguito della disponibilità della Regione, manifestata dalla presidente Marini, a contribuire con risorse proprie agli stanziamenti necessari.

