Altin Hoxha tra gli autori della rapina a Serse Cosmi (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

Era in Albania il famigerato «Occhi di ghiaccio». Dopo l’evasione da Regina Coeli, il capo della banda di rapinatori che depredò anche la villa di Serse Cosmi era riuscito a tornare in patria. Ora è di nuovo in manette.

Occhi di ghiaccio Sono stati gli agenti della squadra mobile di Roma, attraverso l’Interpol e la polizia albanese, ad arrestare Altin Hoxha, conosciuto come «Occhi di ghiaccio», a Valona, appunto in Albania. Hoxha era stato protagonista di una spettacolare evasione dal carcere romano di Regina Coeli (guarda il video) insieme a un altro detenuto rumeno. Il soprannome gli viene però dalle vittime delle sue tante rapine in villa nel Perugino, che per indicare agli inquirenti il braccio destro del capo della banda, il più feroce hanno detto: «l’uomo dagli occhi di ghiaccio».

Occhi di ghiaccio

«Siete venuti fino a qui» Hoxha è stato localizzato dalla mobile romana e dall’Interpol in un piccolo villaggio nei pressi di Valona, nell’Albania meridionale, dove risiede il suo clan, in grado di proteggerlo. Dopo l’evasione, aveva cambiato nome per far perdere le proprie tracce, facendosi chiamare Ali Islamaj. Giovedì pomeriggio il blitz, a Valona, dove gli investigatori italiani lo hanno riconosciuto. Ai poliziotti avrebbe detto: «Siete venuti fino a qui, io vi conosco!».

Soddisfazione a Perugia «Viva soddisfazione per l’arresto» è il sentimento di queste ore anche tra gli uomini della squadra mobile di Perugia. Erano stati gli uomini diretti da Marco Chiacchiera a identificare Hoxha come quello x«con gli occhi di ghiaccio» tra i banditi accusati di una lunga serie di rapine in villa nel Perugino avvenute dal maggio 2010 al febbraio 2011. Con una difficile operazione che aveva portato in manette insieme ad altre quattro persone nel novembre scorso gli agenti della mobile perugina avevano eseguito un’ordinanza di custodia cautelare per undici colpi, tra cui quella dell’allenatore Serse Cosmi. Di recente si era tornati a parlare di «Occhi di ghiaccio» durante le indagini per risalire agli assassini di Luca Rosi, a Ramazzano.

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