Per rivendicare un migliore trattamento salariale hanno deciso di sequestrare otto italiani, tra cui il tecnico folignate Fabrizio Figoli. Succede a Suez alla Ceramica Cleopatra dove da lunedì gli operai egiziani dello stabilimento tengono in ostaggio la squadra di esperti arrivata dalla Sacmi di Imola per eseguire un intervento di manutenzione ordinaria.

Tra loro il 35enne folignate E Fabrizio Figoli, nato a Foligno, marito e padre di un bimbo piccolo, è tra gli esperti della ditta romagnola che lunedì sarebbero dovuti rientrare in Italia. Al momento di abbandonare lo stabilimento alla volta dell’aeroporto, secondo quanto trapela, gli operai egiziani avrebbero impedito alla squadra di italiani di uscire, conducendoli nella sala conferenza della Ceramica Cleopatra dove tuttora sono sotto sequestro.

Il quarto giorno di sequestro La Farnesina, informata dell’accaduto, segue attentamente l’evolversi della situazione. Un delegato del ministero è riuscito ad entrare all’interno della fabbrica per controllare le condizioni degli otto italiani che, al momento, non destano particolari preoccupazioni. Ma l’allerta resta alta. Sì, perché all’esterno della Ceramica Cleopatra di Suez gli operai continuano la propria protesta con presidi e cortei improvvisati.

Il direttore Pellicani: «Non ci davano da mangiare» Mercoledì il direttore tecnico della Ain Sokhna Cleopatra Ceramics di Suez, Enzo Pellicani, ha dichiarato all’AdnKronos: «In un primo momento non ci hanno dato né da mangiare né da bere, poi abbiamo parlato con gli operai che ci tengono in ostaggio e il loro atteggiamento è cambiato, ora ci trattano bene»

«Era già successo» L’episodio, comunque, non è inedito. Un paio di mesi fa Pellicani ed alcuni colleghi furono protagonisti di un altro sequestro improvvisato dai lavoratori egiziani, evidentemente, in agitazione già da tempo. «In quel caso però – racconta Pellicani – un accordo con il titolare dell’azienda, Muhammad Abul Einein, fu raggiunto in fretta e tutto sembrava risolto, tanto che nessun italiano ha denunciato il fatto».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.