L'auto di Massimo Dolciami carbonizzata (foto Umbria24)

di Francesca Marruco

Su Massimo Dolciami in queste ore si susseguono voci incontrollate che non sembrano avere alcun fondamento veritiero. In paese si parla di ritorsioni, di mano lunga della criminalità organizzata, di chiamate  al 112 in cui avrebbe richiesto aiuto, addirittura di omicidio. Al momento, nessuna di queste voci viene confermata. E anzi, si fa sempre più strada l’ipotesi del suicidio dovuta alla situazione economica molto compromessa dell’imprenditore. Situazione di cui neanche la famiglia sarebbe stata al corrente.

Voci smentite Sono gli inquirenti che stanno  indagando  su quello che per ora è un suicidio a  smentire categoricamente tutte le voci incontrollate nate sulla scorta di un suicidio tanto eclatante quanto insolito. Tutto questo, salvo novità che potrebbero eventualmente emergere dall’autopsia o dalle indagini che il reparto operativo dell’Arma di Perugia sta portando avanti.

Indagini a tutto campo Al setaccio dei militari ci sono gli ultimi spostamenti dell’imprenditore, i suoi contatti telefonici e la sua situazione patrimoniale che sarebbe molto compromessa. Dolciami avrebbe infatti accumulato debiti, pur mantenendo un tenore di vita suo e della famiglia, forse superiore a quello che realmente poteva permettersi.  Si indaga anche sulla sua situazione in sospeso con la giustizia. Dolciami era infatti indagato per un traffico illecito di rifiuti e a breve inizierà il processo.

L’esame del cadavere Intanto giovedì i medici legali Laura Paglicci Reattelli e Anna Maria Verdelli hanno eseguito una prima ispezione esterna del corpo di Dolciami e non avrebbero confermato quanto già evidenziato durante il primo esame svolto direttamente sul luogo del ritrovamento del cadavere: nessun segno che farebbe pensare a un’aggressione precedente alle fiamme.

Venerdì l’autopsia E’ fissata invece per venerdì l’autopsia vera e propria, quella che alla fine dirà con certezza cosa abbia realmente ucciso Dolciami. Le fiamme? Secondo l’ipotesi al momento più accreditata dagli inquirenti, Dolciami potrebbe aver cosparso l’automobile di benzina e poi avrebbe appiccato il fuoco. Suicidio dunque. Ma anche un incendio appiccato volontariamente per chissà quale motivo in cui potrebbe essere rimasto ferito mortalmente.

La relazione dei vigili del fuoco Interrogativo quest’ultimo che potrebbe essere spiegato dalla perizia che dovranno redigere i vigili del fuoco di Perugia. Che spiegheranno anche da dove è divampato l’incendio. Se da fuori o dall’interno come sembrerebbe ad un’osservazione esterna. Ha versato la benzina in auto, si è seduto e si dato fuoco e poi in un ultimo disperato tentativo di sfuggire alla morte ha aperto lo sportello ed è caduto fuori dall’auto? Oppure ha cosparso l’auto di benzina da fuori, ha appiccato il fuoco ed è rimasto avvolto dalle fiamme? Il suo corpo è stato trovato carponi a pochi passi dall’Audi A6.

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