Sabato in Comune la conferenza stampa del Prc (Foto F.Troccoli)

Il gruppo comunale di Rifondazione Comunista ha tenuto sabato mattina una conferenza stampa per fare il punto sull’attività istituzionale compiuta dal Prc nel 2011 ed illustrare le linee dell’azione politica per il 2012. L’incontro è stato aperto dal capogruppo Emiliano Pampanelli, che ha ripercorso i temi fondamentali affrontati dal Prc, in primis il lavoro, ritenuto determinante specie in una fase di crisi generalizzata. «Crediamo che il Comune debba, in questo momento, attivare ogni iniziativa possibile per tutelare i lavoratori». Pampanelli ha rimarcato che quella di Rifondazione è stata un’attività a tutto tondo rispetto ai compiti propri del Comune, in particolare sulla redazione del bilancio. «Su questo aspetto abbiamo espresso la nostra contrarietà sull’iniziativa posta a favore dei costruttori, ottenendo alcuni risultati, così come abbiamo presentato proposte concrete per la reintroduzione del fondo per gli affitti a canoni agevolati».

Turismo e mense Ed ancora, altre idee sono state lanciate per dare risposte concrete ai molteplici tagli operati dal Governo nazionale, si veda quella sulla introduzione della tassa di soggiorno, non destinata a colpire il turismo a basso costo (ostelli e quant’altro), ma quello a cinque stelle, con l’obiettivo di liberare risorse per tenere alta l’offerta turistica. Altro capitolo è stata la lotta serrata contro l’esternalizzazione delle mense scolastiche, portata avanti senza alcuna demagogia. «Avevamo ragione nel dire che la scelta avrebbe creato problemi occupazionali e che è destinata a produrre effetti negativi anche per il futuro. Per questo avevamo chiesto e continuiamo a chiedere sul punto un piano dai contorni precisi». Linee caratteristiche dell’attività di Rifondazione, inoltre, hanno riguardato la battaglia sull’abolizione dei vitalizi regionali e sulla trasparenza negli incarichi istituzionali. «E’ chiaro – ha commentato Pampanelli – che l’Amministrazione comunale in Italia, come l’abbiamo conosciuta finora, non esiste più. I tagli dei vari Governi sono stati continui nel tempo e, dunque, va ridisegnato il modo di gestire la cosa pubblica a livello locale». Al centro dell’attività politica ci sono state poi la vivibilità dell’acropoli, l’incentivazione degli impianti solari, la tutela dei beni comuni (promotori del comitato di Perugia per l’acqua), la centralità di Perugia, che in nessun modo deve essere lasciata indietro, essendo il volano per l’intera regione.

Fabbri: serve la riforma della sanità Il consigliere Fabbri, invece, ha posto l’accento sui temi della sanità, urbanistica ed università, tutti aspetti che partano necessariamente da Perugia pur avendo una valenza di carattere regionale. Sul primo, ha chiarito, «abbiamo detto più volte che occorre razionalizzare il sistema, non essendo pensabile mantenere in Umbria quattro Asl ed a Perugia la dualità tra Azienda ospedaliera ed Asl. Abbiamo proposto pertanto un modello che permettesse di unificare le due società presenti nel capoluogo e la contestuale riduzione di quelle presenti a livello regionale». Fabbri ha ribadito che il Prc resta per una sanità pubblica, respingendo con forza questa deriva in atto che tende a spingere il cittadino verso il privato. «Noi non vogliamo opporci per principio al progresso ed alle liberalizzazioni, ma riteniamo che ci siano beni comuni primari che devono rimanere in mano pubblica». Quanto all’urbanistica, l’apertura di Rifondazione al progresso è stata confermata dall’aver accettato l’arrivo delle grandi catene commerciali, «su cui, tuttavia, continueremo a vigilare con attenzione affinché i progetti proposti si confermino vantaggiosi per il territorio e le politiche lavorative».

Università e Irpef Infine l’Università: «crediamo che rettore e senato accademico debbano continuare a governare liberamente, come accaduto finora, ma senza scaricare il peso di decisioni discutibili (vedi spostamento della sede delle segreterie) sugli enti locali. Si parla, inoltre, di crisi degli iscritti, legandola al caso Meredith: non crediamo sia così, perché le ragioni di tale situazione vanno ricercare invece sull’impatto delle tasse e l’offerta degli studi». Inciso finale per Pampanelli che, rispondendo ad alcune domande sui temi dell’Imu, Irpef e dirigenti, ha tracciato il quadro dell’attività di Rifondazione per il 2012. «Il Governo Monti ha continuato il lavoro di demolizione degli enti locali, con manovre inique ed operando liberalizzazioni ridicole, utili solo per le grandi catene commerciali. Per questo nel prossimo bilancio ci adopereremo per trovare soluzioni, ma senza penalizzare i cittadini. Sotto questo profilo il Prc ha già presentato un ventaglio di interventi: in primis avremmo voluto modulare l’aumento Irpef, ma ciò di fatto è stato vanificato dalla manovra Monti (obbligo delle modulazione per tutte le fasce). Quanto all’Imu, il Prc ha già messo il proprio veto sulla possibilità per il Comune di aumentare l’aliquota sulla prima casa, mentre sulla seconda attendiamo di conoscere i dati ufficiali prima di esprimerci definitivamente».

Su Imu e Irpef Per quanto riguarda la seconda casa il Comune dovrebbe procedere con l’applicazione di aliquote maggiorate (fino allo 0,3%) rispetto allo 0,76% di base. Quanto all’Irpef invece a parte la cosiddetta no tax area, ossia quella che va da zero a 12.500 euro, ritocco all’insù dallo 0,7 allo 0,8 per mille, l’aliquota massima consentita.

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