di Fabio Toni
L’autoriforma messa in campo dal Coni e dal suo presidente Gianni Petrucci, impone il taglio di tutti i comitati provinciali presenti sul territorio nazionale. I due presidenti di Terni e Perugia – Massimo Carignani e Domenico Ignozza – pongono dubbi, si interrogano sugli scenari futuri e non mancano di togliersi qualche sassolino dalle rispettive scarpe. Le critiche non risparmiano l’attuale presidente regionale, Valentino Conti. Parte così la lunga volata per il rinnovo delle cariche in programma per agosto 2012.
Perché tagliano? Difficile dirlo Il costo complessivo rappresentato dai comitati provinciali italiani è esiguo rispetto al bilancio generale del Comitato olimpico nazionale. Allora, perché tagliare? «Stimo personalmente Gianni Petrucci – afferma Massimo Carignani – e credo abbia agito in virtù di un discorso politico sottostante, volto a difendere la spedizione italiana alle olimpiadi di Londra 2012 e la posizione del comitato organizzatore di Roma 2020». Come a dire che «in questa crisi, noi la nostra parte l’abbiamo fatta. Non potete chiederci di più». «Abbiamo saputo della decisione dai media – attacca Carignani – Avremmo preferito conoscerla prima, attraverso un normale confronto dialettico». Gli fa eco Domenico Ignozza: «Ci sono tanti presidenti provinciali in Italia, alcuni di grande esperienza. Non sono stati ascoltati e si è preferito tirare dritto. Qualcuno ci ha anche definiti una “casta”: su questo, stiamo ancora aspettando una parola da parte di Petrucci».
Capitolo dipendenti Il comitato provinciale di Terni porta in dote tre lavoratori a tempo indeterminato. Perugia uno solo, più un altro con contratto a termine. Cosa sarà di loro con la chiusura delle due sedi? Ad oggi non sono chiare le modalità operative attraverso cui i due comitati confluiranno all’interno di quello regionale. Una presenza sul territorio potrebbe essere demandata ad un delegato locale, ma senza sede né personale con cui operare. I lavoratori, nell’incertezza, temono per il proprio futuro. Al momento l’ipotesi è quella di un trasferimento dei dipendenti ternani all’interno della sede regionale di Perugia, in via Martiri dei Lager. Le prossime settimane potrebbero portare qualche certezza in più anche su questo fronte.
Nessuna poltrona da difendere «Siamo volontari per lo sport, al pari di tutti i nostri collaboratori – rivendica Carignani – In questi anni abbiamo dato vita a tantissime iniziative con i giovani, per promuovere lo sport nelle scuole e nella società. Contatti stretti con il territorio e che ora rischiano di volatilizzarsi». Ignozza, dal canto suo, risponde a chi ironizza circa il suo attivismo nel chiedere fondi alle istituzioni: «Servono presidenti in grado di metterci la faccia e io l’ho fatto per consentire a tanti ragazzi di accedere ad un’attività motoria di base che oggi lo Stato non è in grado di garantire. Piuttosto, mi sento orgoglioso di ciò».
Elezioni in vista Massimo Carignani, con il beneplacito del presidente del comitato di Perugia, si candida ufficialmente alla presidenza del Coni regionale. Le elezioni si terranno ad agosto, alla fine del quadriennio olimpico. «L’esperienza maturata in questi anni mi fa sentire pronto. Chiaramente sarà il mondo sportivo della nostra regione a dover esprimere il proprio consenso». Dal 2006, il presidente regionale del Coni è il ternano Valentino Conti, eletto nell’immediato post Rossi e confermato nell’assemblea generale del 2009. «Sono rimasto deluso dal suo atteggiamento – afferma Carignani -: avrebbe dovuto svolgere un ruolo più importante e tentare di difendere il lavoro svolto dai due comitati provinciali». Sulla stessa linea Domenico Ignozza: «Mentre tutti parlavano della chiusura dei comitati locali, l’unico a tacere era quello regionale. Il confronto è mancato, anche nell’ultima giunta regionale andata deserta. Mai come ora serve un presidente forte che si rimbocchi le maniche per sostenere le federazioni sportive. Un presidente scelto dal mondo dello sport, non da Petrucci né dalla politica».

