di Daniele Bovi
Sotto l’albero di Natale potrebbe esserci un Frecciarossa, e non un modellino. In silenzio nel corso delle ultime settimane sono andate avanti le trattative tra Regione e Trenitalia per l’arretramento del treno veloce da Arezzo a Perugia, con partenza alle 5.15 del mattino da Fontivegge e arrivo alle 8.30 a Milano e alle 9.55 a Torino, con rientro serale dopo le 22. Sia da parte di Palazzo Donini che da quella dell’azienda le bocche sono cucite ma un certo ottimismo c’è, tanto che da entrambi i fronti il tutto viene dato quasi come per fatto.
Il possibile annuncio potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, forse entro Natale, e in queste ore emerge anche quello che è uno degli elementi chiave della vicenda, ovvero il quadro economico che farà da sfondo all’operazione. Per una sperimentazione con tutta probabilità di un anno bisognerebbe mettere sul tavolo un milione e mezzo di euro: è questa la cifra intorno la quale Regione e Trenitalia stanno ragionando.
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La sperimentazione Soldi che potrebbero arrivare anche dal mondo economico umbro, che ovviamente ha tutto l’interesse affinché il Freccia parta da Perugia. I tempi potrebbero non essere lunghi: sfumata la possibilità di un avvio della sperimentazione entro l’11 dicembre, data di entrata in vigore dell’orario invernale, l’opzione intorno alla quale si sta ragionando è quella dei primi mesi dell’anno, probabilmente tra febbraio e marzo. Una volta che il controllore avrà fischiato, Trenitalia nel corso dei mesi capirà se dare continuità all’arretramento oppure no: il Frecciarossa è infatti un servizio a mercato, cioè se ci saranno abbastanza viaggiatori potrà diventare una parte strutturale dell’offerta, altrimenti addio collegamento rapido con il Nord Italia per un capoluogo che soffre di un isolamento ferroviario grave e ormai pluridecennale.
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Un servizio da organizzare Di sicuro l’orario delle 5.15 viene considerato appetibile dall’azienda dato che molti professionisti potrebbero arrivare a Bologna, Milano e Torino molto presto e da lì fare un’intera giornata di lavoro per poi rientrare a Perugia. Altrettanto certo è che c’è un intero servizio da organizzare: spostare il treno comporterebbe anche l’impiego di più macchinisti, capitreno, manutentori, personale delle pulizie e così via. In più vanno trovati gli incastri lungo le linee per gli spostamenti. Per capire se il treno arriverà a Fontivegge bisognerà aspettare pochi giorni.
Twitter @DanieleBovi

Meno male ! Sarebbe fantastico per uscire dallo storico isolamento !
speriamo che sia vero;siamo esclusi dai collegamenti necessari per dare alla nostra
regione il posto che merita da sempre in Italia e non solo
Felicissima…..speriamo vada in porto
Bellissima notizia……speriamo vada in porto
Per prendere un treno alle 5 del mattino bisogna alzarsi alle 4, poi come fai a fare una intera giornata di lavoro?
Comunque sarebbe un bel passo avanti
Massimo
Fantastico! L’economia diventa nazionale
Secondo me sarebbe un errore partire da Perugia. Visto che sarebbe di una tratta sperimentale che quindi deve portare risultati per essere confermata, sarebbe importante ampliare il bacino di utenza e questo lo si potrebbe fare facendo partire il treno da Foligno, che è facilmente raggiungibile da Perugia, da tutto il centro Umbria e anche da Terni. Così come proposto, visto che l’orario delle 5.15 è abbastanza proibitivo, lo prenderebbero solo gli abitanti di Perugia ed interland, che sono troppo pochi per giustificare un Frecciarossa.