L’appuntamento è alle 10 in piazza Matteotti, ma in più parti della città “delegazioni” si concentreranno prima. Ad esempio, l’Arci si radunerà alle 9.30 nel cortile della Casa dell’associazionismo di via della Viola. Tutti insieme dietro lo slogan #IoDifendoLaPerugina. Anche il patron di Eurochocolate, Eugenio Guarducci, nel corso della conferenza stampa di presentazione dell’evento ha sfoggiato l’hashtag sulla mano: «Non contro Nestlé – ha spiegato – ma a sostegno di una realtà fondamentale per il territorio dal punto di vista economico e storico».
VIDEO: CGIL ‘OLDSTYLE’ COL MEGAFONO
Moltitudine colorata e rumorosa «Vediamo crescere di ora in ora la solidarietà e la volontà di partecipazione alla manifestazione di sabato 7 ottobre, in piazza Matteotti (ore 10) a Perugia, per rimettere il Lavoro al centro – è l’ultimo messaggio inviato dalla Rsu di San Sisto -. Vogliamo una piazza piena, ma anche colorata e festosa. Per questo invitiamo tutti i soggetti che aderiranno e parteciperanno, dalle scuole alle associazioni ai singoli cittadini a portare striscioni, cartelli e bandiere per trasformare piazza Matteotti in una grande moltitudine colorata e rumorosa. Facciamoci vedere, facciamoci sentire, difendiamo il lavoro insieme».
Vertenze si fondono La solidarietà tra lavoratori sta unendo, negli ultimi giorni, le vertenze più importanti del Perugino. Venerdì mattina sono scesi fianco a fianco (e torneranno a farlo sabato) i lavoratori pubblici, in sciopero per difendere il lavoro e i servizi, e quelli privati della Colussi e della Perugina. Lo sciopero dei lavoratori delle Province dell’Umbria a Perugia si è trasformato così in una mobilitazione per il lavoro nel suo complesso, quello pubblico e quello privato, senza distinzioni. E i lavoratori dell’ente, insieme alle delegazioni di operai, e ai sindacati che hanno promosso lo sciopero, Fp Cgil, Fp Cisl e Uil Fpl, hanno anche bloccato la strada (via Palermo) per due volte, per richiamare l’attenzione della cittadinanza sulla condizione di abbandono in cui versano le Province, con il conseguente rischio di vedere azzerati servizi pubblici fondamentali, come quelli per le scuole, le strade o i centri per l’impiego. «Scioperiamo perché il nostro Ente è stato abbandonato – hanno spiegato i lavoratori – la legge Delrio ha fatto dei tagli drammatici su deleghe fondamentali che restano in capo alle Province, colpendo di fatto i servizi ai cittadini, in particolare a quelli più deboli, come i disoccupatix». Tra le rivendicazioni di Cgil, Cisl e Uil, infatti, c’è la richiesta di uno stanziamento di risorse adeguato nella prossima legge di Bilancio per salvare gli enti, garantire il pagamento ai lavoratori, in alcuni casi in ritardo di molti mesi, difendere la contrattazione integrativa, sbloccare il turn over e stabilizzare i precari.
I SINDACATI CHIAMANO A RACCOLTA LA CITTÀ
Marini e Paparelli «La Regione Umbria pensa al futuro della Perugina». È quanto affermano la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e il vicepresidente della Giunta regionale e assessore allo Sviluppo economico, Fabio Paparelli, alla vigilia della mobilitazione. «Perugina – sottolineano – oltre ad essere un marchio di eccellenza del cioccolato made in Italy, è un vero e proprio simbolo di qualità dell’Umbria nel mondo. La storia e il valore di questa fabbrica vanno oltre i fatturati e i bilanci aziendali. Ogni umbro considera questo marchio parte integrante della propria identità regionale. La manifestazione di domani, dunque, a difesa del lavoro e per lo sviluppo, rappresenta – rilevano Marini e Paparelli – un passaggio importante per ribadire come un’intera comunità, fatta di cittadini, forze sociali ed istituzioni, sia vicina ai lavoratori e, al tempo stesso, sia impegnata a ricercare le migliori soluzioni affinché si arrivi al più presto al rispetto degli accordi assunti dalla proprietà nel piano di sviluppo triennale. Ci auguriamo, quindi, che quella di domani – concludono – sia la dimostrazione che l’Umbria è capace di riunirsi intorno ad un obiettivo comune e che, senza distinzioni, si possa dare man forte al progetto di rilancio di questa straordinaria ‘fabbrica del cioccolato’».
Comune L’Amministrazione comunale parteciperà alla manifestazione dei lavoratori della Perugina e invita tutta la cittadinanza ad essere vicina agli stessi lavoratori, adesso bisogna essere più uniti che mai. Il sindaco Andrea Romizi invita la città a stringersi attorno alla Perugina attraverso la partecipazione alla manifestazione che si terrà domani in piazza Matteotti. E’ detto in una nota di Palazzo dei Priori. «E’ il momento di dimostrare la vicinanza ad un marchio che rappresenta la storia della nostra terra – ha dichiarato Romizi -. Per questa ragione auspico che le varie categorie partecipino numerose e facciano quadrato attorno a un’azienda che rappresenta l’Umbria nel mondo. C’è in gioco anche il futuro di numerosi lavoratori della Colussi, delle Province e di altre realtà regionali che si stanno battendo per mantenere il posto. Domani saremo al loro».
Trasimeno con Perugina Oltre 50 i lavoratori della Perugina, soprattutto provenienti dai comuni intorno a Perugia, che giovedì hanno partecipato all’incontro promosso dai sindaci del comprensorio del Trasimeno e Corciano – comune in cui si è tenuto l’incontro – per attestare la vicinanza. «Questa vertenza – hanno spiegato gli organizzatori – non solo tocca profondamente i nostri territori, molte persone che vi lavorano provengono da paesi limitrofi a Perugia, ma ha risvolti importanti per tutta la nostra regione. Se passasse la linea della Nestlé si darebbe un colpo durissimo alla stessa immagine della città di Perugia di cui la fabbrica di San Sisto, e il suo cioccolato, sono il simbolo». All’incontro, aperto dai saluti del sindaco di Corciano, Cristian Betti, erano presenti i sindaci dei comuni del Trasimeno Riccardo Bardelli, Sergio Batino, Giulio Cherubini, Giacomo Chiodini, Roberto Ferricelli e Fausto Scricciolo e altri assesori di Passignano e Tuoro . Per le sigle sindacali Massimiliano Binacci della Cisl, Daniele Marcaccioli della Uil e Luca Turcheria della Cgil.
Verini Alla manifestazioni arrivano anche adesioni di Parlamentari umbri, come Walter Verini: «Sarò anch’io in piazza a Perugia, a difesa del lavoro e del ruolo della Perugina – dice -. Saremo in tanti, per ribadire ad alta voce e con la più ampia coesione possibile, che si tratta di una battaglia di futuro, non difensiva. Perugina è un grande marchio internazionale. E’ una delle eccellenze nazionali. E’ un simbolo non solo della città di Perugia, ma dell’intera Umbria. Una multinazionale come Nestlé ha enormi interessi, diversificati. La logica delle multinazionali è quella cruda – e crudele – dei bilanci. Ma i prodotti di San Sisto non hanno difficoltà a mantenere e conquistare quote di mercato. Sono di altissima qualità. E i livelli del processo e del prodotto, in quella realtà, sono di primissimo piano. E il capitale umano di grande valore. La Perugina non è una qualsiasi azienda umbra. E’ una azienda che ha fatto la storia industriale della città e della regione».
Movimento 5 stelle I consiglieri regionali del M5s, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari assicurano che «il proprio Movimento sarà al fianco dei lavoratori della Perugina anche in occasione della manifestazione di sabato 7 ottobre prossimo a Perugia». In una nota dei due consiglieri regionali sottoscritta anche dai parlamentari Ciprini, Gallinella e Lucidi, dall’europarlamentare Agea e dai consiglieri di Perugia Rosetti, Giaffreda e Pietrelli si sollecita il Governo nazionale a «intervenire concretamente contro i licenziamenti e l’ulteriore ridimensionamento dell’azienda».
Rifondazione comunista Il Prc con Maurizio Acerbo, segretario nazionale, ed Enrico Flamini, responsabile lavoro della segreteria nazionale, aderisce alla manifestazione del 7 ottobre indetta dai lavoratori e dai sindacati della Perugina: «Riteniamo che la manifestazione, prevista al centro di Perugia, sia particolarmente significativa non solo per ribadire con chiarezza che la Perugina è un valore assoluto per Perugia e l’Umbria, ma anche per sostenere che il nostro paese non può più essere considerato una sorta di supermercato in cui vengono a fare la spesa le multinazionali per acquisire marchi storici e poi dismettere la produzione. La possibile perdita di oltre trecento posti di lavoro rappresenterebbe un altro colpo durissimo per una regione qual è l’Umbria già oggi fortemente attraversata da una pesante crisi economica e sociale».
Arcudi e Cardinali Nel corso della giornata altre adesioni sono arrivate da parte del consigliere comunale del gruppo Perugia civica e riformista Nilo Arcudi: «La crisi della Perugina – dice – per il nostro territorio non significa solo la crisi di una importantissima azienda, con gravi conseguenze occupazionali ed economiche, ma anche la crisi di un vero e proprio simbolo identitario trasmesso e difeso di generazione in generazione». «Mi auguro – dice invece la senatrice pd Valeria Cardinali – che anche la cittadinanza possa sentirsi coinvolta in questa battaglia, perché oltre a essere una questione occupazionale la Perugina rappresenta la nostra città ben oltre i suoi confini».
