Tiene banco il caso Basell dopo il no a Novamont

Propone un nuovo accordo di programma per la chimica verde e la costituzione di una sorta di zona franca per gli investitori della green economy nel polo chimico ternano, il sindaco Leopoldo Di Girolamo. Lo fa intervenendo agli «Stati generali» della città, convocati dopo il rifiuto da parte della LyondellBasell dell’offerta di acquisto degli impianti della Polymer presentata da una coordata di imprenditori capeggiata dalla Novamont.

Terni verde Di Girolamo, di fronte a rappresentanti istituzionali e forze economiche, sociali e religiose è tornato a parlare della «vertenza Terni», la richiesta cioè nei confronti del governo di attuare strumenti che possano «favorire i processi legati al potenziamento e allo sviluppo non solo della chimica verde, ma anche alla difesa delle attività siderurgiche». «A fronte di una crisi che ha colpito le piccole aziende e gli assetti delle grandi multinazionali, cioè il tessuto produttivo di Terni – ha detto il sindaco – occorre un impegno diverso da parte del governo a tutela dell’attività industriali e produttive. Rinnoviamo quindi la richiesta dell’apertura immediata di un tavolo di confronto, ripartendo dal patto di territorio ormai scaduto, ma con risorse finanziarie ancora da utilizzare, per definire un nuovo progetto in grado di rilanciare il tessuto produttivo ternano. Il rilancio del settore chimico, con nuove forme di produzione, ad iniziare da quelle attente all’ambiente, e un costante monitoraggio di quanto sta avvenendo nell”acciaio, sono elementi imprescindibili».

Paglia: guardia alta All’incontro, oltre al presidente della Provincia Feliciano Polli e all’assessore regionale allo Sviluppo economico Gianluca Rossi, ha preso parte anche il vescovo di Terni Vincenzo Paglia, che ha definito «incredibile e inimmaginabile il rifiuto della Basell. Nonostante tutto non molliamo – ha detto il presule -, tutto questo non ci fa paura. Serve però uno scatto di pensiero e di comportamento dell’intera città, è indispensabile. Il mio è un appello a tutta la classe dirigente, non solo politica». Secondo il vescovo «la crisi coinvolge anche altri settori cittadini come quelli della sanità, dell’università, della cultura e del sistema bancario, tutti elementi che non sono indipendenti tra loro. Se non siamo forti globalmente come città non riusciremo a farci sentire né a Perugia né a Roma. Bisogna tenere alta la guardia verso il governo ma anche sentire sulla nostra pelle le scelte e non delegarle, non lasciamo far guidare la macchina all’esecutivo ma guidiamola noi».

Ferrante (Pd): sforzo straordinario Il senatore del Pd Francesco Ferrante, intervenendo all’assemblea, ha spiegato che «occorre un”azione forte del sistema paese, e del governo innanzitutto, per riportare Basell al tavolo della trattativa». «Il nostro impegno – ha aggiunto – sarà quello di un continuo confronto con Eni, Novamont e governo, chiedendo uno sforzo straordinario affinché la trattativa possa riprendere rapidamente e portare ad una soluzione positiva della crisi».

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