teatro verdi (foto Rosati)

di Mar. Ros.

Sono trascorsi appena due giorni dal consiglio straordinario dedicato al teatro Verdi di Terni e se la questione era rimasta in sospeso in aula, non pare ci siano ad oggi indicazioni certe per tornare ad affrontare l’argomento. Probabilmente la discussione riprenderà la settimana prossima, prima della delicata partita politica sulle consulte di partecipazione territoriale, e il capogruppo del Pd Andrea Cavicchioli sta preparando il terreno.

Teatro Verdi Diversamente da quanto era stato stabilito, il tema non ripasserà per alcuna commissione come infatti temeva il presidente del consiglio. Giuseppe Mascio, prima di formalizzare la conclusione della seduta, aveva detto: «Decideremo in conferenza dei capigruppo». In quella sede il numero uno dei dem a Palazzo Spada ha propinato ai colleghi consiglieri un atto d’indirizzo che, sulla base di uno più vecchio (datato maggio 2015) e frutto della seconda commissione, tiene anche conto del dibattito tenuto in aula lunedì. Nel documento non si farebbe però esplicitamente riferimento alla costituzione di una commissione tecnica dedicata, né sarebbe troppo chiaro cosa si intende fare della torre scenica visto che i lavori sono già stati appaltati anche se, secondo indiscrezioni, una sorta di ‘freno all’intervento’ sarebbe in qualche modo contemplato. La maggioranza chiarisce che non vuole un cinema-teatro, né esclude una soluzione polettiana come vuole la città, ma questo a patto che siano individuate soluzioni gestionali supportabili, aspetto imprescindibile per l’assessore Stefano Bucari. Nell’atto non manca il richiamo ad avviare un confronto con Fondazione Carit, Regione e altri soggetti che possano finanziare il recupero del Verdi.

Il nodo politico La stessa maggioranza però, in consiglio, aveva più volte richiamato l’aula all’unitarietà ma a misurare gli umori tra i ‘banchi destri’ della sala consiliare pare che a quell’appello l’opposizione difficilmente risponderà. C’è chi trova inutile approvare l’ennesimo atto (persino il dem Renato Bartolini l’aveva messa in questi termini), chi trova che tanto intervenire sul Verdi come vorrebbe la città è una missione impossibile (servirebbero milioni e milioni di euro) e chi, forse, in alternativa presenterà una proposta di delibera alla giunta per variare intanto il progetto di ristrutturazione della torre scenica e il consolidamento della copertura del teatro affinché l’intervento già appaltato (ma per il quale non ci sarebbe ancora la firma di contratto lavori) non escluda un recupero del Verdi secondo il disegno del Poletti. Non resta che aspettare, intanto di vedere come finisce in consiglio poi di capire come e quando la ditta edile Giovannini potrà cominciare a lavorare all’immobile.

@martarosati28

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One reply on “Teatro Verdi di Terni, Cavicchioli forza la mano ma la questione resta in sospeso”

  1. Ma tanto per dire… chi ha che ha stabilito che la città rivuole un teatro di vecchia (per usare un eufemismo) concezione e dove si vedeva malissimo lo spettacolo (soprattutto in galleria laterale)? C’è stato un referendum? avete chiamato al telefono i ternani uno per uno? avete fatto una votazione su facebook? Così per capire, perché è facile fare un comitato di qualche persona e millantare di sapere quello che vogliono i ternani (che per inciso usavano il verdi più che altro per i concerti e per i cinepanettoni, non certo per la rassegna teatrale)

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