di Enzo Beretta
Notte di paura e disperazione nelle tendopoli allestite in Umbria in seguito alla scossa di terremoto che ha fatto tremare la Valnerina. Sono stati allestiti mille posti letto, anche in centri sportivi, ma finora – informano le forze dell’ordine – non si sono verificati episodi di sciacallaggio. I servizi di controllo disposti dalla Prefettura sono stati attuati per prevenire i furti e in prima linea, in maniera discreta, vengono impegnati equipaggi della polizia, dei carabinieri, della guardia di finanza e della forestale.
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Gestione dell’emergenza Rispetto alle altre località del Centro Italia colpite dal sisma i palazzi e le case sventrate sono di meno e per questa ragione la gestione della situazione può sembrare più facile: porte e finestre delle abitazioni dei paesini e delle frazioni parzialmente devastate e impolverate nella maggior parte dei casi sono rimaste chiuse.
Le tendopoli Centinaia gli sfollati che hanno trovato rifugio nelle tendopoli montate a Norcia, Cascia, Preci e Scheggino. Fare una stima precisa di coloro che sono stati nella tenda dei soccorsi, però, non è semplice. Alcune persone, per paura di crolli e disastri, hanno preferito trascorrere la notte sulle brande allestite dalla Protezione civile aiutata dai volontari della Misericordia.
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Sopralluoghi dopo i soccorsi Dal punto di vista psicologico è stato molto più rassicurante. Soltanto qualche bambino, incuriosito dalla novità dell’esperienza, sorride. I genitori sono disperati e aspettano di avere notizie sull’effettiva tenuta delle abitazioni dalle quali sono fuggiti. Ci vorrà qualche giorno per conoscere la staticità della case e valutare la pericolosità delle crepe. I pompieri sono ancora impegnati nelle operazioni di primo soccorso, soltanto in un secondo momento inizieranno i sopralluoghi per valutare l’agibilità degli immobili. Intanto lo sciame sismico continua a tenere nel panico la popolazione per il pericolo di nuovi crolli.
