(foto Agf Antonelli)

Si fa attendere Robert Wilson al Due Mondi col suo Lecture of nothing in scena sabato pomeriggio al Caio Melisso-Spazio Fendi, lasciando il pubblico accaldato in fila nel foyer del teatro oltre l’orario previsto per l’inizio della replica.

Wilson omaggia John Cage Un’attesa già dimenticata non appena l’accesso alla sala viene consentito e ci si ritrova catapultati nell’inimitabile mondo del regista texano. In scena una ridondante scenografia di cartelloni contenenti le parole del celebre compositore John Cage, brutte copie gettate su tutto il palco e la prorompente presenza di Wilson seduto alla scrivania. Il volto dipinto di bianco, firma ormai inscindibile dal lavoro del regista, immobile e imperturbabile, attende il buio per accompagnare il pubblico in una coerente e visionaria interpretazione del pensiero del musicista.

Lecture of nothing Per quasi 10 minuti il regista qui anche attore lascia al pubblico solo l’ascolto di uno dei controversi brani di John Cage fatto di rumori assordanti e ossessivi, prima di concedersi ai curiosi spettatori. Io sono qui e non c’è niente da dire, cosi Wilson irrompe con la sua voce profonda sulla scena e inizia una vera e propria lettura di quelle che sono le visioni e i pensieri del pioniere della sperimentazione musicale e sonora. La sua immobilità e la capacità di interpretare con lo sguardo e con la voce un testo sicuramente di non facile comprensione crea un’atmosfera surreale alla quale ci si abitua poco alla volta. La regia mette in relazione parola e suono, rumore e silenzio in una ricerca di parallelismo tra la vita reale e la filosofia da cui nasce la ricerca musicale del compositore.

Grida e bisbigli Il pubblico è perplesso e al tempo stesso incapace di sottrarsi alla coerente interpretazione che Robert Wilson fornisce del testo di Cage. Wilson ripete compulsivo parti di testo, compie lunghe pause fatte di sguardi e movimenti millimetrici corrispondenza esatta della musica di Cage. Strappa al pubblico risate e riflessioni, lancia ammiccamenti alla platea, grida e bisbiglia e accompagna gli spettatori al sostanza intorno a cui ruota l’intera pièce: “Non arriveremo a nulla e questo è un piacere“. Applausi per Wilson che si conferma regista coraggioso e sfacciato in una veste attoriale che ne esalta ancor più l’indiscussa competenza artistica.

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