di Massimo Colonna

Era stato sorpreso dagli agenti della squadra mobile della questura di Terni a spacciare droga in un parco a fine febbraio. Droga che era stata nascosta anche all’interno di un peluche sistemato dentro un passeggino. Insieme alla sua compagna, finita poi denunciata, il 26enne di origini marocchine era finito in manette.

La sentenza Giovedì mattina è arrivata la sentenza a carico del giovane: il giudice Barbara Di Giovannantonio ha stabilito una condanna a due anni di reclusione con la revoca della custodia cautelare. Decisione che quasi dimezza le richieste del pubblico ministero che al termine della requisitoria aveva chiesto 5 anni e mezzo, anche in virtù del fatto che la posizione dell’imputato si è alleggerita per la quantità di droga di cui il giovane è stato trovato in possesso.

La vicenda Moderatamente soddisfatto il legale Francesco Mattiangeli, difensore del marocchino. Per questo caso il giovane formalmente non sconterà la pena in carcere anche se in concreto resterà ristretto a vocabolo Sabbione perché deve scontare una precedente condanna passata in giudicato. Insieme a lui era finita nei guai anche la sua fidanzata, una ragazza ternana di 21 anni, che dopo l’operazione della squadra mobile era finita denunciata a piede libero anche in questo caso con l’accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente. Il bimbo che i due portavano a spasso invece mentre spacciavano in quella occasione è stato restituito alla madre, del tutto ignara dei fatti.

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