Via libera dal ministeri dei Beni culturali per la ripresa degli scavi alla necropoli dei bambini di Poggio Gramignano (Lugnano in Teverina). La buona nuova è accompagnata dalla notizia della partecipazione al progetto dell’Univesità di Yale che si aggiunge a quella di Tucson già coinvolta al pari di quella di Roma e Manchester.
Ok a nuovi scavi nella necropoli dei bambini Riprenderanno, quindi, dopo 26 anni di interruzione gli scavi archeologici alla necropoli dei bambini di Poggio Gramignano con un progetto di quasi 90 mila che sarà coordinato nuovamente dal professor David Soren, ossia colui che aveva avviato gli scavi oltre due decenni fa. Nell’area archeologica è venuta alla luce un’importante necropoli ricavata nel IV secolo dopo cristo in alcuni locali ormai in disuso della villa. Durante i primi scavi riemersero i resti di circa 47 infanti deceduti a causa di una epidemia di malaria, come è risultato dall’esame osteologico e dai successivi esami genetici effettuati dall’università di Tucson (Arizona) e condotti dal professor Soren.
Esperti da Yale Tale ritrovamento è stato ritenuto di importanza europea, tanc’è che l’Università di Tucson ha avviato una collaborazione con la Yale University archeology laboratory malaria project per un’indagine multidisciplinare sulle origini della malaria e i suoi effetti sulla dinamica delle popolazioni antiche. «Poggio Gramignano –spiega il sindaco – può diventare un sito pilota per la sperimentazione e il consolidamento di nuove tecniche per lo studio dell’infezione del parassita della malaria negli individui antichi». A commentare la notizia è anche il consigliere con delega alla cultura Alessandro Dimiziani: «Siamo davvero molto felici per questa notizia – dichiara Dimiziani – sia per quello che può rappresentare la ripresa degli scavi per il territorio di Lugnano, sia per il valore scientifico e storico degli studi. Per ottenere la concessione è stata davvero dura, però grazie alla nostra tenacia e passione ci siamo riusciti».
