Saranno i giudici della Corte di Cassazione a doversi pronunciare sull’Umbricellum, la legge elettorale regionale approvata fra mille polemiche poche settimane prima delle elezioni 2015. Il tribunale di Perugia infatti con un provvedimento depositato nelle scorse ore ha giudicato «non manifestamente infondato» il ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione presentato dalla Regione di fronte alle sezioni unite della Corte di Cassazione. Ricorso con il quale si chiede che a pronunciarsi sulla legittimità della legge elettorale non sia il giudice ordinario ma quello amministrativo, cioè il Tar dell’Umbria. A esprimersi sulla legge dunque saranno i giudici della Cassazione ai quali il Comitato per la democrazia in Umbria, che da mesi sta lottando contro l’Umbricellum e che ha presentato il ricorso al tribunale di Perugia, chiede di fare presto.
Il Comitato «A nome di tutti i cittadini umbri – dice in una nota il Comitato – chiediamo a loro di procedere celermente all’esame del ricorso e, dunque, si arrivi in tempi quanto più rapidi possibile alla sentenza». Come già fatto alcuni giorni fa durante una conferenza stampa, il Comitato critica duramente la scelta della Regione di spostare la palla di fronte alla Cassazione: «La giunta – sostiene il Comitato – ha scelto di difendersi dal processo anziché nel processo. Un atteggiamento dilatorio e meschino che i cittadini umbri nonché il supremo interesse di verità e di giustizia non meritano. Esprimiamo rammarico e sconcerto per il comportamento processuale tenuto dalla Regione che per prima, in quanto istituzione, dovrebbe avere interesse a conoscere in tempi rapidi se la legge in vigore sia pienamente legittima, come sostenuto da chi l’ha testardamente voluta, oppure incostituzionale come ritenuto da noi, da illustri giuristi ed esperti della materia e dal parere dello stesso ufficio legislativo di Palazzo Cesaroni».
